
Non serve scomodare la meccanica quantistica per interpretare la risposta data oggi al Corriere dalla segretaria della Cisl Daniela Fiumarola.
Alla domanda della giornalista “La disunità sindacale — Cgil con 2 scioperi generali in 2 mesi, Cisl e Uil in piazze separate — fa male al Paese? La neo segretaria candidamente replica:
«L’unità è un mezzo, non un fine. Costruire unità su presupposti o fini diversi equivale ad un castello di sabbia. Ma le fondamenta devono essere solide, moderne, riformiste, rafforzate dalla consapevolezza che ognuno mette un pezzo di responsabilità nel progetto-Italia. La forza di un sindacato sta nella sua capacità di negoziare sviluppo e progresso concreto. Gli scioperi compulsivi di questi anni non mi pare abbiano dato i risultati cui gli organizzatori puntavano. E al netto delle piazze, i lavoratori che incrociano le braccia sono sempre meno. Segno di un logoramento della rappresentanza sindacale a cui dobbiamo rispondere respingendo l’antagonismo».”
Ci sembra di ricordare che nel Patto di unificazione
delle forze sindacali democratiche posto in calce allo statuto della CISL campeggia un vigoroso richiamo finalizzato a stringere in un unico volontario
vincolo sindacale tutti i lavoratori italiani.
Dividi ed impera dunque per Daniela: Giorgia naturalmente ringrazia!