Una stampa rossa di vergogna

Nel mezzo delle variopinte narrazioni sulle prodezze del presidente della Fifa artefice della sparizione della squalifica del calciatore statunitense nei mondiali in corso fino a giungere alle accuse inflitte dal Presidente Trump ai reporter del New York Times sulle stranianti vicende che coinvolgono l’Air Force One si incastona quasi per caso l’uccisione di Lorenzo Salgado Araujo da parte di un agente dell’ICE nel quartiere di Magnolia Park a Houston.

La sua famiglia ha appreso della sua morte tramite notiziari e social media. Tre uomini che si trovavano a bordo del veicolo, tra cui il fratello di Araujo, sono tuttora in stato di fermo. 

Eppure questa settimana,  la deputata Sylvia Garcia (D-TX-29) ,  il deputato Al Green (D-TX-09) ,  la deputata Lizzie Fletcher (D-TX-07) e  il deputato Christian Menefee (D-TX-18)  hanno inviato una lettera al Segretario del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) Markwayne Mullin e al Direttore ad interim dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) David J. Venturella, chiedendo un’indagine immediata, completamente indipendente e trasparente sull’uccisione di Lorenzo Salgado Araujo da parte di un agente dell’ICE nel quartiere di Magnolia Park a Houston.

Nella lettera, i membri chiedono che il DHS e l’ICE forniscano, entro 48 ore, una conferma scritta dell’avvenuta conservazione di tutte le prove relative all’omicidio di Araujo e all’arresto dei tre uomini. Chiedono inoltre di ricevere il filmato integrale e non modificato della telecamera indossata dall’agente che ha sparato il colpo fatale, il filmato integrale e non modificato di ogni agente presente, tutti i filmati delle telecamere di bordo di entrambi i veicoli dell’ICE coinvolti e la conferma della collaborazione tra DHS e ICE e le agenzie statali e locali nelle indagini.
 
L’artista locale Sarah Fisher ha composto un ritratto dell’uomo con adesivi di lavanderia, accompagnandolo con le sigle «Sos» e «Xox». Al corteo ha preso parte anche il deputato democratico Al Green. Che non vedremo mai.

Resta il rammarico che su questa tremenda vicenda la nostra stampa (a parte qualche rara eccezione, vedi Marina Catucci per il Manifesto) non ha mai aperto il sipario.

Come Antonio Gramsci ci insegna la verità è legata all’egemonia. Le classi dominanti impongono la propria concezione della realtà per mantenere il potere. Di conseguenza, svelare la natura di questi rapporti di potere è un’operazione intrinsecamente rivoluzionaria.

L’informazione oggi non ha scelta oggi o è al servizio del Potere dominante oppure è parte di una rivoluzione culturale e politica irrinunciabile.

 

Quella morte nascosta dalla nostra informazione ci dice molto della nostra condizione storica odierna: senza la verità l’uomo scompare.

Come mai questa ennesima morte non fa rumore? Di quale plasma era fatta la vita di quest’uomo? Papa Leone XIV un giorno andrà a Minneapolis ed a Houston e solo allora sapremo la verità.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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