
Abbiamo cercato disperatamente nelle scorse settimane articoli e servizi dedicati ai manifestanti indigeni che hanno bloccato l’accesso alla COP30, chiedendo di partecipare ai negoziati sul clima vicino al più grande bosco del mondo: l’Amazzonia brasiliana.
Lo stallo delle trattative sul taglio delle emissioni non ha trovato, almeno da noi, nè titoli e neppure ascolti attenti.
Silenzio assoluto!
Stessa fine è toccato al il nuovo progetto dell’Unhcr: un Fondo di Protezione Ambientale per Rifugiati per restaurare oltre 100 mila ettari di vegetazione degradata.
In Italia invece Catherine Birminghan e suo marito NathanTrevallion Lothlórien come Galadriel e Celeborn i neo governatori di Tolkien si rifugiano nel “bosco d’oro”Lothlórien e al suo anello elfico.
Certamente non ci sfugge la strumentalità referendaria della vicenda ma al tempo stesso non vorremmo che passasse inosservata la visione esoterica perseguita dal Governo del nostro Paese.
La famiglia anglo-americana vuole vivere nel bosco non tanto per riscoprire Dio e Patria ma soltanto per sfuggire alla plastica.
Eppure nel moto di simpatia che circonda questa famiglia nel bosco c’è un alone di tristezza e rassegnazione che trafigge le esistenze di molti.
Non conta l’amore per i figli quanto l’indifferenza verso il loro cammino. Il disprezzo per la scuola, i magistrati gli assistenti sociali sono il nuovo alfabeto di un tempo che corre all’indietro.
Domani scopriremo che nel “bosco d’oro di Lothlórien chi vi soggiorna troppo a lungo rischia di perdere il contatto con la realtà e dimenticare la propria missione di vita.
Ma nessuno sembra sinceramente interessato a trovare il sentiero di un mondo nuovo.
Cappuccetto nero ha fermato l’orologio della nostra storia.