di Guglielmo Pernaselci
Accade che un bel giorno d’estate il Ministro in vacanza pensi bene di rilassarsi e andare a sentire un concerto dedicato alla musica di Fabrizio De André.
Al suo compleanno aveva cantato Bocca di Rosa in duetto con la Giorgia (omonima della più famosa cantante). In quell’ occasione ci fu chi vide la cosa come un affronto alla musica di De André.
E ora l’occasione è perfetta per dimostrare che anche LUI ha tutto il diritto di andare ad ascoltare un concerto di De André e far rosicare le zecche rosse che credono che quella sia roba loro.
Effetto riuscito! Qualcuno, purtroppo pochi, si indigna e gli fa notare che quello non è posto per LUI, e che quelle parole sono state scritte per chi viene attaccato e vilipeso da gente come LUI, e che a quelle parole e a quella gente va portato rispetto.
E lui gongola e fa la vittima.
Gli organizzatori della commemorazione si precipitano a metterci una pezza. Buttano li parole come democrazia… De André è di tutti. noi la pensiamo diversamente ma non condanniamo nessuno.
E lui gongola ancora di più, finalmente legittimato. Adesso De André è anche roba sua quindi non può essere contro di LUI.
Proviamo a vederla in un altro modo.
Il fatto che Salvini fosse lì potrebbe anche significare che quello è il posto sbagliato per la musica di De André. Cosa ci fa la musica di De Andrè in un posto frequentato da Salvini?. La musica di De Andrè non è fatta per le commemorazioni. La musica di De Andrè è cosa viva e chi organizza commemorazioni non lo ha capito e gli organizza l’ennesimo funerale. Provate a fare quel concerto in un luogo come Spin Time, oppure in un centro sociale occupato (fin quando ci sono) o ancora in un concerto dedicato alle vittime del genocidio del popolo palestinese di Gaza e Cisgiordania … sicuramente Salvini non si sarebbe presentato. Allora quale è la cosa sbagliata. Forse è Proprio il luogo e la commemorazione della musica di De Andrè. Quella musica chiede rispetto, Suonatela dove merita di essere suonata.
Prima Antonio Gramsci, poi Pier Paolo Pasolini ora Francesco Guccini la destra italiana nel gigantesco (e inutile) tentativo di riscrivere la storia di questo Paese non si ferma dinanzi a niente e nessuno. Ricordiamo ancor oggi le parole dolcissime dedicate a Giorgio Almirante dal Presidente del Consiglio e ci chiediamo se non sia proprio lui l’ispiratore di questi maldestri tentativi, ricordando l’omaggio tardivo che riservò a Enrico Berlinguer. Nella mastodontica impresa di allestire una Hall of Fame in Via della Scrofa i nostri pentiti neri oltre ai busti hanno dimenticato di portare qualcos’altro, le loro anime. Ma si sa le anime sono degli specchi impietosi e difficilmente la malvagità dei loro veri volti sarebbero riusciti a nascondere.
“Lo specchio vede un viso noto, ma hai sempre quella solita paura
che un giorno ti rifletta il vuoto oppure che svanisca la figura. F: Guccini)