
Per i 120 anni della CGIL abbiamo ascoltato di nuovo la frase mitica «costruiamo un altro modello sociale e di sviluppo», peccato che nel frattempo il capitalismo abbia già dato le proprie carte in mano alla ricerca tecnologica per il medesimo fine. Il nostro Governo tra una sfilata di moda ed una sentenza sull’omicidio di quel “sindacalista universitario” di nome Giulio Regeni ha pensato bene di tornare ai primi anni novanta quando ancora il prezzo alla pompa era amministrato dallo Stato.
Il socialismo energetico non si è impadronito dell’industria dei petroli nazionale sta solo nascondendo l’insostenibile leggerezza del programma energetico di questo Governo.
A ben guardare, forse sarebbe lecito ora aspettarsi che Giorgia Meloni nel processo di santificazione di Giorgio Almirante si ricordi del referendum abrogativo sulla scala mobile del 9 e 10 giugno 1985, dove il Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (MSI-DN) scelse ufficialmente di schierarsi a favore del SÌ, sostenendo quindi l’abrogazione del taglio dei punti di contingenza previsto dal decreto di San Valentino emanato dal governo Craxi. Chissà che non gli venga in mente di ripristinare la scala mobile? In fondo con la stessa indifferenza con la quale ha ignorato i referendum sul nucleare oggi potrebbe allo stesso modo ribaltare quel voto del 1985.
Sempre a bordo di questa macchina del tempo oggi che i giovani europei da Madrid a Berlino si battono per una “Giusta Casa” sarebbe perfino auspicabile l’abolizione: Il sistema dell’equo canone per le abitazioni private nato nel 1978 e abolito vent’anni dopo con la Legge 431/1998.
Noi crediamo invece che il sindacato nuovo per rinascere debba ripartire da vicende come quella nata intorno a Spin Time (noto anche come Spin Time Labs) che ha portato all’evacuazione e al sequestro giudiziario di quell’edificio. Immigrazione, accoglienza, diritto alla casa ed allo studio sono i nuovi segni cardinali del nostro futuro possibile.