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Accuratamente concordata è apparsa, in questi giorni sul corriere, la proposta di creare un salvadanaio previdenziale per i nuovi nati inizialmente con il contributo dello Stato e poi successivamente aperto al risparmio familiare.
Gabriele Fava presidente dell’INPS e Mario Pepe in veste di presidente della Covip ovvero l’organo di vigilanza dell’universo previdenziale, si sono lanciati lungo questo sentiero, invero impervio chiamato legge di bilancio.
L’inverno demografico in cui l’Italia si trova con 355.000 nuovi nati nel 2025 e un tasso di adesione alla previdenza integrativa di secondo pilastro ancora ferma al 38% ci consegnano una realtà impietosa dalle prospettive di welfare sociale in grande affanno.
A parte un esiguo seguito della proposta sul giornale, il resto dell’informazione pare aver ignorato il tema.
Eppure Il governo tedesco ha appena introdotto uno schema di risparmio previdenziale (a partire dai 6 anni di età) con un contributo simbolico dello Stato di appena 10 euro al mese fino ai 18 anni d’età e ha calcolato che se i genitori contribuiscono con altri 20 euro al mese, sempre fino a 18 anni, il beneficiario, a 65 anni, si ritroverebbe, grazie al rendimento composto del montante investito, con 160 mila euro.
Dal momento in cui la proposta si è materializzata la Ministra del Lavoro Marina Calderone i è affrettata a conficcare la bandierina dell’INPS nel neo nato salvadanaio.
A noi invece è tornata in mente la vicenda di Fondinps che ricordiamo era una forma di previdenza complementare a capitalizzazione individuale, istituita presso l’INPS per accogliere in modo tacito il TFR dei lavoratori che non avevano scelto un fondo pensione.
Di tacito in tacito questo risparmio dovrebbe andare in altre mani.
Ricordiamo infatti che con decreto n.85 del 2020 la Covip ottenne la soppressione di Fondinps avendone riscontrato difficoltà nel garantire un adeguata efficienza operativa. Il risultato fu che quelle posizioni affluirono nel più grande fondo pensione negoziale italiano, il Fondo Cometa dell’industria metalmeccanica.
D’altronde è stato proprio il presidente dll’INPS Fava a coniare la nuova missione chiamandola “officina welfare”!
L’unica nota che questo blog suggerisce ora di aggiungere è che tutte le posizioni che potrebbero vedere la luce se questa riforma si concretizzasse siano gestite dall’industria finanziaria con un unico totale e completo divieto ovvero siano integralmente Carbon-Free.