Saro per noi era il mare di Catania, gli scogli di Polifemo ad Aci Trezza, l’ironia elegante, le bibite nei chioschi e i dolci in via Etnea.
Era il sindacato e il teatro. Per noi aveva ridato voce ai bambini morti nelle miniere (Nove carusi che non si sa), alle vittime di Piazza Fontana (Mandorle amare), ai migranti morti in mare (recitando una bellissima poesia di Erri De Luca).
Sapeva difendere a spada tratta la dignità della sua città e comprendere, pasolinianamente, le debolezze inferte dalla povertà.
Era, è e sempre sarà un nostro compagno.
Antonio, Maurizio, Michele, Nadia, Sergio, Tiziana, Walter.
