
Ricordiamo che nelle motivazioni che hanno convinto ad assegnare il premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado c’è il riconoscimento del suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”.
Come pure non scordiamo l’appello a Trump, suo diretto concorrente al titolo, lanciato su X della stessa Machado: “Questo è un premio per un intero movimento”. “Questo immenso riconoscimento della lotta di tutti i venezuelani è uno stimolo per portare a termine il nostro compito: raggiungere la democrazia. Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sul popolo dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come nostri principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia”.
Nello speech in quell’occasione, tenuto da Jørgen Watne Frydnes, avvocato per i diritti umani, si è potuto ascoltare la parola “democrazia per ben sette volte nel discorso, e ben nove volte la parola “pace“.
Forse sarebbe stato meglio attribuire il Nobel direttamente a Donald, chissà se questo non ci avrebbe risparmiato lo “spettacolo odierno” tutto proteso a difendere la libertà e lo stato di diritto e ovviamente la pace stessa”.