Un premio Nobel per la Pace sbagliato

Ricordiamo che nelle motivazioni che hanno convinto ad assegnare il premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado c’è il riconoscimento del suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”.
Come pure non scordiamo l’appello a Trump, suo diretto concorrente al titolo, lanciato su X  della stessa Machado: “Questo è un premio per un intero movimento”. “Questo immenso riconoscimento della lotta di tutti i venezuelani è uno stimolo per portare a termine il nostro compito: raggiungere la democrazia. Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sul popolo dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come nostri principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia”.

Nello speech in quell’occasione, tenuto da Jørgen Watne Frydnes, avvocato per i diritti umani, si è potuto ascoltare la parola “democrazia per ben sette volte nel discorso, e ben nove volte la parola “pace“.
Forse sarebbe stato meglio attribuire il Nobel direttamente a Donald, chissà se questo non ci avrebbe risparmiato lo “spettacolo odierno” tutto proteso a difendere la libertà e lo stato di diritto e ovviamente la pace stessa”.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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