Fiamma ibrida

 

Leggendo le dichiarazioni della presidente Meloni in questi primi tumultuosi giorni del 2026 ci è tornato alla mente il termine ibrido usato da lei per descrivere le presunte azioni criminali del leader venezuelano.

Per ibrido si indica un organismo, dispositivo o sistema che combina due elementi o specie diverse per ottenere prestazioni superiori.

Curiosa invece è l’etimologia della parola “ibrido” che deriva dal latino hybrida (“bastardo”, figlio di genitori di specie diverse), che a sua volta si rifà al greco hýbris (ὕβρις) – con un’affinità fonetica più che di significato – indicante l’eccesso, l’oltraggio o la violenza.

A “caldo” la sua prima dichiarazione recita che il Governo  considera  legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico, che tradotto significa, guai a chi tocca il petrolio!

A “freddo” invece in Groenlandia si schiera con la UE e contro Trump a difesa dell’integrità territoriale della Danimarca.

Eppure per la prima volta nella storia recente si  permette a un paese di portare un altro capo di Stato davanti alle proprie corti penali per accuse gravi come narcotraffico e narco-terrorismo.

Ciò solleva questioni ben più ampie sul confine tra diritto internazionale e diritto interno di un paese potente. Gli esperti di diritto internazionale hanno sottolineato che un’azione simile rischia di minare la stabilità delle norme che proteggono la sovranità statale, creando un precedente per cui Stati con potere militare e giudiziario ampio potrebbero decidere unilateralmente chi è o non è un capo di Stato legittimo e quindi perseguirlo penalmente.

Senza considerare che a proposito di crisi degli oppioidi che causa negli Usa più di cento morti al giorno  e si stima che abbia procurato danni all’economia nazionale per oltre cinquecento miliardi di dollari sono state individuate due aziende statunitensi:  Purdue Pharma Johnson & Johnson.

La prima nell’ottobre 2020,aveva raggiunto un accordo potenzialmente del valore di 8,3 miliardi di dollari USA, ammettendo di “aver cospirato consapevolmente e intenzionalmente e concordato con altri per aiutare e favorire” i medici che dispensavano farmaci “senza uno scopo medico legittimo”.

La seconda è stata ritenuta responsabile di aver alimentato la crisi degli oppioidi in Oklahoma e ha pagato  572 milioni di dollari per rimediare alla devastazione creata dall’epidemia nello Stato.

E’ legittimo chiedersi come mai a parte poche eccezioni come l’articolo di Emiliano Brancaccio sul Manifesto nessun’altro ne parla.

L’arte di non capire la guerra al fine di perpetuarla

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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