
Venerdì, 23 Gennaio 2026, il Presidente Meloni a seguito dell’incontro con il Cancelliere Merz, rilascia questa dichiarazione alla stampa.
“L’altro tema molto importante, sul quale con il Cancelliere Merz siamo d’accordo, è che sia necessario un deciso cambio di passo in Europa in materia di competitività delle nostre imprese. Perché è ormai un dato acclarato ed evidente a chiunque sia intellettualmente onesto che una certa visione ideologica della transizione green ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie, per consegnare all’Europa nuove pericolose dipendenze strategiche senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell’ambiente e della natura”
Solamente due giorni dopo, il 25 gennaio a Niscemi si verifica un movimento franoso che costringe oltre 1000 abitanti all’evacuazione. Eppure ci sono voluti altri tre giorni affinché la copertura mediatica mettesse a fuoco la drammaticità degli eventi climatici che avevano appena colpito Sardegna, Sicilia e Calabria.
Ma cosa ci dice l’analisi “Strong winds in Mediterranean Cyclone Harry mostly strengthened by human-driven climate change”, condotta da ClimaMeter, progetto scientificointernazionale ospitato dall’Institut Pierre Simon Laplace (IPSL) e coordinato dal climatologo Davide Faranda, che analizza in tempo reale gli eventi meteorologici estremi, come cicloni e alluvioni?
Le condizioni meteorologiche associate al ciclone Harry sono state più intense rispetto a eventi passati comparabili, con velocità del vento in prossimità della superficie aumentate fino a 8 km/h (circa il 15%). Questo evento viene interpretato dagli analisti come un evento causato da condizioni meteorologiche eccezionali, la cui intensità è stata amplificata dal cambiamento climatico indotto dall’uomo, attraverso uno stato di fondo più caldo e una circolazione rafforzata.
Le variazioni di temperatura mostrano un robusto segnale di riscaldamento, con aumenti di circa +1-+2 °C sulla Sicilia e sulle aree circostanti, coerenti con uno stato di fondo più caldo durante l’evento.
Per questo ci chiediamo con forza su quali basi scientifiche poggiano le dichiarazioni della nostra Premier quando denuncia gli effetti nefasti delle politiche verdi varate in Europa in questi anni.
Sarebbe forse giunta l’ora che i mezzi d’informazione mettessero più scienza e meno politica nelle loro prime pagine!