Sguardi pericolosi

di Antonio Damiani

Sempre più spesso vengono pubblicati saggi che affrontano la tematica del rapporto fra politica e tecnologia. Fra gli altri “Tecnofascismo” di Donatella Di Cesare, Einaudi e ”Tecno Monarchi” di Alessandro Mulieri, Donzelli. Ed in effetti appare incandescente la dialettica fra democrazia e innovazione tecnologica, con la prima nella parte dei famosi lacci e laccioli da rimuovere. L’aspetto più paradossale della vicenda è che chi è in prima fila nella difesa, ultramoderna, dell’innovazione senza limiti e senza confini quasi sempre sposa idee politiche e sociali che non è esagerato definire arcaiche, premoderne. Lo scopo è ovviamente quello di una riduzione della democrazia a simulacro utilizzando nella contesa, ricorrendo ai più scontati concetti del nazionalismo e del suprematismo, proprio le forze di chi più è danneggiato dall’avanzata delle ristrutturazioni sociali figlie del neoliberismo più sfrenato. Come se l’aumento vertiginoso delle diseguaglianze potesse essere attenuato dal richiamo a valori sbriciolati dalle ristrutturazioni stesse. Forse è questo in questo momento lo sguardo di Medusa dal quale non lasciarsi pietrificare.

Un invito alla lettura che ci arriva da Antonio e  che facciamo nostro.

Solo un anno fa compariva questa intervista al New York Times che non aveva ottenuto la giusta attenzione, forse vale la pena oggi rileggerla attentamente.

 

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Buon anno a tutti i nostri lettori

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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