Scorie di Governo

È percorribile la strada
del nucleare in Italia?
Presa in braccio da Confindustria, Meloni suona la gran cassa del ritorno al nucleare: “Vogliamo proseguire sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulla tecnologie più innovative con mini reattori modulari, che ci consentano di avere maggiore sicurezza, ma anche costi più bassi. Entro l’estate sarà approvata la legge delega e poi saranno adottati i decreti attuativi. Non ho dubbi che la ripresa della produzione nucleare in Italia sia un obiettivo alla nostra portata e non ho dubbi sul fatto che può rappresenta- re una svolta per la nostra competitività”.
Si frappongono solo due piccoli particolari. Quand’anche si potessero mettere in produzione subito i mini reattori “magici” non sarebbero pronti se non tra una quindicina d’anni almeno (più probabilmente nel 2040).
L’altro piccolo particolare è che, al momento, non ci sono. Esistono studi e prototipizzazioni, in ritardo, ma nessuna nuova
tecnologia sicura e a basso prezzo è stata sperimentata, tanto meno ha prodotto un kilowatt di energia. Quelli che invece esisto- no sono quasi 34.000 m3 di rifiuti nucleari sparsi per la peni- sola in 30 depositi temporanei localizzati in 14 regioni. Da anni attendono il Sito unico Nazionale per lo stoccaggio, in sicurezza, dei rifiuti e delle scorie radioattive. Sedicimila m3 di rifiuti contaminati sono residui delle centrali nucleari dismesse negli anni Novanta, mentre oltre ottomila m3 arrivano dagli impianti di medicina nucleare e da siti di ricerca scientifica e tecnologica. L’Euratom aveva fissato la data di agosto 2015 per dotarsi di una Carta in cui individuare dei siti nazionali adatti a ospitare questi impianti ad alta sicurezza a protezione delle popolazioni e della salute pubblica. La Sogin aveva redatto la Carta, consegnata al Governo a inizio 2015. Furono individuate 100 aree idonee. Ma la documentazione fu congelata e resa pubblica solo nel gennaio 2021 con l’indicazione dei siti dimezzati e scesi a 51. L’autorizzazione alla realizzazione è entro il 2029 e lo stesso dovrebbe essere realizzato ed entrare in funzione nel 2039. Al momento il sito non è stato individuato. Sullo stato di avanzamento delle procedure e delle consultazioni con le comunità locali sarebbe utile il governo fornisse notizie. Prima di pre- pararsi ad accumulare scorie.
MELQUIADES

(da una lettera al Fatto del primo giugno 2026)

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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