
Chissà se il ministro Giuli avrebbe oggi voglia di rendere omaggio all’ultimo dei tribuni del popolo: Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini ora che sull’omonima via sono stati ritrovati durante i lavori di ristrutturazione di un negozio ben cinque manifesti di propaganda di guerra affissi proprio dietro le vetrine di un negozio di scarpe. Siamo nel 1943 durante i bombardamenti sulla capitale e nel manifesto, che abbiamo in copertina, la Regia Prefettura di Roma – Comitato Provinciale di Protezione Antiaerea” ORDINA a decorrere da oggi sarà attivato l’OSCURAMENTO PARZIALE. Nessuna luce dovrà trapelare all’esterno in qualsiasi direzione dalle abitazioni private, dai negozi, dagli esercizi pubblici, dagli uffici, dagli ospedali, dai teatri, dai cinematografi, dai mercati, dagli stabilimenti, dalle stazioni ferroviarie e tranviarie etc”.
Eppure ci sono due circostanze che non possiamo sottovalutare. Innanzitutto il titolare del vecchio negozio di calzature che ospitava quelle vetrine “oscuranti” era gestito da un commerciante ebreo a cui va il merito di non aver estirpato quei fogli incollati e di averli conservati sino ad oggi. Stupisce solo che le pareti del palazzo su cui sono affissi quei manifesti appartengono al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri. La ricca galleria iconografia e le opere artistiche di cui è ricco potrebbe ospitare questi cimeli ritrovati. Forse Alessandro Giuli ci sta già pensando! o Forse No!