L’algoritmo della strage degli innocenti

Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī è stato un matematico, astronomo e geografo iraniano, conosciuto come il padre dell’algebra. Pochi sanno che il suo nome ha dato origine al termine algoritmo. Un termine che ormai ci insegue continuamente quasi quanto i concetti legati all’intelligenza artificiale. Ricordiamo che in matematica e informatica un algoritmo è la specificazione di una sequenza finita di operazioni che consente di risolvere tutti i quesiti di una stessa classe o di calcolare il risultato di un’espressione matematica. Questi algoritmi non si limitano a seguire istruzioni predefinite, ma utilizzano modelli matematici e statistici per apprendere dai dati e fare previsioni o prendere decisioni. In altre parole, sono il motore dell’IA, capaci di trasformare grandi quantità di informazioni in conoscenze utili. Ed è proprio grazie a questi prodigi logici che gli USA stanno guidando il loro arsenale militare in Iran.

Siamo rimasti colpiti quando la Presidente Meloni nel corso del suo intervento al Senato ha espresso tutto il suo rammarico per la morte di 168 bambine avvenuta in una scuola a Minab.

Queste le sue parole: “ A nome del governo, esprimo ferma condanna per la strage delle bambine avvenuta nella scuola di Minab, nel sud dell’Iran, la solidarietà ai familiari delle giovanissime vittime e la richiesta che si accertino rapidamente le responsabilità di questa tragedia”.

Peccato che ancora una volta ella fosse all’oscuro degli elementi che ricostruivano le responsabilità di uno dei peggiori crimini di guerra degli ultimi anni. Eppure bastava dare uno sguardo a VaticanNews che riportava un video analizzato e diffuso dal quotidiano statunitense «The New York Times» che mostrava quello che appare come un missile da crociera Tomahawk colpire una base navale iraniana nella città di Minab, nel sud dell’Iran. Il sito militare si trovava accanto alla scuola elementare femminile Shajare Tayyebeh. Solo ieri il Sole24ore affermava che Il Pentagono si era basato su informazioni vecchie ritenendo possibile anche un ruolo “giocato” dall’IA come peraltro confermato dagli stessi funzionari militari statunitensi. Per pudore Giorgia Meloni non ha rilanciato la versione di Trump che Interrogato sabato su un eventuale bombardamento della scuola da parte degli Stati Uniti aveva risposto: «No. Da quello che ho visto, è stato fatto dall’Iran».

A tal proposito vale la pena ricordare le recenti dichiarazioni del Ceo di Anthropic Dario Amodei indirizzate al Dipartimento della Guerra statunitense “in un numero limitato di casi, riteniamo che l’IA possa minare, anziché difendere, i valori democratici. Alcuni utilizzi, inoltre, esulano semplicemente dalle capacità di sicurezza e affidabilità della tecnologia odierna. Due di questi casi d’uso non sono mai stati inclusi nei nostri contratti con il Dipartimento della Guerra e riteniamo che non debbano esserlo nemmeno ora: Sorveglianza interna di massa e Armi completamente autonome.

Crediamo che Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī sarebbe oggi d’accordo con Dario Amodei.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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