
I giornali lo hanno battezzato col nome di Karim, il 13enne congolese che in una scuola di Centocelle venerdì scorso è intervenuto per salvare la vita della sua professoressa colpita con un pugnale da sub da un suo compagno.
Giunto solo dal Congo, accolto da una casa famiglia aveva con sè una fiaba strappata dal suo continente lontano.
Noi per questo invece un nome ce l’abbiamo per lui , ed è il protagonista, l’eroe dal cuore grande, Kirikù.
Si proprio lui, un bambino che nasce da solo e che sa già parlare e camminare.
La fiaba narra che il suo villaggio è tormentato dalla strega Karabà che suscita l’istinto di vendetta di tutti gli adulti mentre invece il nostro piccolo eroe, grazie alla sua intelligenza e compassione, scoprirà che la strega per colpa di una spina avvelenata conficcata nella schiena vomita solo odio intorno a lei.
Per questo invece di ucciderla, Kirikù le toglie la spina con i denti, liberando per sempre il villaggio grazie al suo grande cuore.
Abbiamo ascoltato che il ministro Valditara vuole premiare Kirikù mentre invece la sua professoressa vorrebbe accompagnarlo al molo per rimpatriarlo.
Abbiamo ascoltato proprio oggi che il nostro capo di Governo ha annunciato l’imminente arrivo in Consiglio dei ministri di un provvedimento per fissare per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe.
Fenix, l’evento dei giovani di Fratelli d’Italia si ispira al mitologico uccello di fuoco capace di rinascere dalle proprie ceneri, simbolo universale di resilienza e rinnovamento.
Chissà se il nostro Kirikù, un giorno, nel suo viaggio di ritorno in Congo porterà con sè la favola di Pinocchio prima che l’uccello di fuoco abbia ridotto in cenere il coraggio dei suoi compagni di classe.