L’invasione dei social

Il 23 maggio scorso come ricorderete abbiamo deciso di pubblicare l’appello per la risoluzione della vicenda degli esodati bancari.
Oggi il decreto Sostegni-bis pone le premesse per il corretto ristabilimento del funzionamento del Fondo di sostegno per le crisi bancarie.
Nonostante l’arrivo a fine aprile dei primi avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate c’è voluto oltre un mese per istituire una sorta di cabina di regia per affrontare la spinosa vicenda.
In verità una cabina di regia un pò buia dove apparivano protagonisti che inspiegabilmente poi scomparivano nel secondo tempo del film.
L’INPS addirittura non figura più nemmeno nei titoli di coda.
Il parere interpretativo che fa capolino nel decreto governativo si erge come faro per il passato e soprattutto per il presente e in un certo senso pone in secondo piano la ricerca delle responsabilità.
Il Sindacato dei bancari e l’Abi hanno giocato in tandem e di questo ne siamo felici peccato che su altre spinose vicende come quella delle pressioni commerciali non sia successo lo stesso.
Anzi se proprio vogliamo essere precisi mentre nelle fasi cruciali della vicenda della riliquidazione fiscale degli assegni l’Abi è sembrata un pò nascondersi, gli ex lavoratori del credito ci hanno messo la faccia ogni giorno anche con gli strumenti della rete.
Ma vi è un ultimo e non meno importante insegnamento che proviene da questa storia ed è quello che riguarda il rapporto fra la base e il lavoro dei dirigenti sindacali. Il Covid ha profondamente cambiato il modo di funzionamento degli organismi sindacali e le modalità democratiche di partecipazione alle decisioni. Chissà se il vasto movimento social che lo stesso organo d’informazione della Confindustria riconosce essere stato decisivo non indichi una strada nuova per tutti.

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