Il supercomputer Ue per l’entropia Esg

da ETICANEWS del 1 febbraio 2021

La Commissione ha lanciato una consultazione sulla creazione di un European single access point, un cervellone digitale, per la gestione delle informazioni Esg. Resterà aperta solo fino al 3 marzo, perché «l’imperativo politico è fare in fretta»

Da un lato la grande (e crescente) entropia Esg che sta mettendo a rischio l’effettiva applicazione dell’Action Plan. Dall’altro, la progressiva (e necessaria) spinta verso uno scenario che qualche anno fa sarebbe stato indicato come fantascienza: quello di un supercomputer europeo per la gestione dell’entropico universo di informazioni Esg. Si sta replicando, nella dimensione sostenibile, il modello che accompagna l’evoluzione scientifica: le scoperte e le invenzioni sono spesso legate all’implementazione della capacità di calcolo dell’uomo. Anzi, l’impennata delle capacità di calcolo talvolta provoca essa stessa l’apertura di strade che in precedenza non erano nemmeno immaginate.

L’ACTION PLAN SCRICCHIOLA

La crescita dell’entropia è evidente. Solo nel corso delle ultime settimane, i segnali di cedimento del sistema sono stati  almeno due. Il primo, la lettera delle Authority di controllo finanziario (banche, assicurazioni e risparmio gestito) alla Commissione, in cui sono state evidenziate le perplessità strutturali della Sfdr, ossia il regolamento sulla disclosure della finanza sostenibile. Che la norma avesse aspetti ancora largamente oscuri era di dominio comune, e il sistema finanziario si stava adagiando verso un “si vedrà” generalizzato, in attesa di qualche indicazione sovrana. Ma la missiva ufficiale delle Authority sembra un attacco frontale per rompere il finto equilibrio, poiché ora costringe Bruxelles a rispondere in via ufficiale, per di più a pochi giorni dall’effettiva entrata in vigore della norma, il prossimo 10 marzo. E sembra assai difficile che la Commissione riesca a fornire tutte le risposte a un puzzle ancora tanto frammentato.

L’altro segnale di cedimento riguarda il perno stesso dell’Action Plan, ovvero il regolamento sulla Tassonomia. Al momento di entrare nel merito di cosa è green e cosa no, ovvero di decidere i criteri tecnici che rendono fattuale la norma, il gioco è andato in tilt. La breve consultazione, sulla cui base Bruxelles avrebbe dovuto emanare gli Atti delegati a inizio anno, è finita sommersa da un numero impressionante di interventi (oltre 46mila), impossibili da decifrare in tempi ridotti. Per di più, la stessa proposta di criteri ha coalizzato 10 Paesi in un blocco ufficiale dei contenuti. Uno stallo risolto con una retromarcia di Bruxelles, di cui ancora non sono chiari i contraccolpi.

L’UPGRADE DIGITALE OBBLIGATO

Dunque, il sistema non appare in grado di reggere l’urto di complessità informativa che la nuova compliance Esg sta tentando di disegnare e imporre. È evidente che si aprono spazi temporali di compromessi, approssimazioni e semplificazioni, ma che in prospettiva l’intero sistema dovrà cambiare marcia con una velocità superiore di conoscenza e condivisione informativa.

E, in questa prospettiva, Bruxelles ha confermato l’idea che è già stata ventilata all’interno di diverse consultazioni nel corso del 2020 (vedi anche immagine sopra). Ma che, adesso, è diventata l’oggetto stesso del documento sottoposto al vaglio pubblico. Lo scorso 20 gennaio la Commissione europea ha avviato una consultazione sull’istituzione dell’Esap (European single access point): un database europeo unico, dove gli stakeholder potranno consultare le informazioni pubblicate delle aziende relative sia agli aspetti finanziari sia alle dimensioni ambientali, sociali e di governance (vedi i dettagli in questo articolo, Dati Esg: verso il database Esap, scritto per i partner di ESG governance LAB).

Per partecipare e mandare il proprio contributo non c’è molto tempo, visto che l’iniziativa chiuderà il 3 marzo. Il perché dell’urgenza lo spiega la stessa Commissione: «C’è un imperativo politico a presentare una proposta legislativa in tempi molto stretti».

Insomma, per sostenere il cambio di marcia sulle informazioni Esg, bisogna accelerare la “capacità di calcolo” del sistema.

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