Capitalismo e avidità

di Antonio Damiani

 
Ha colpito in queste ultime ore la dichiarazione di Boris Johnson che parlando del successo della campagna di vaccinazione in Gran Bretagna ha detto: «è dovuto al capitalismo, è dovuto all’avidità, amici miei». 
 
Persino il premier britannico si è accorto di averla detta grossa e si è parzialmente scusato, non si sa se per convinzione o per difendersi dalle critiche ricevute.
 
Al leader conservatore, onde evitare ripensamenti, verrebbe voglia di consigliare la lettura de “La situazione della classe operaia in Inghilterra” pubblicato da Friedrich Engels nel 1845.
 
Il testo rappresenta una delle più efficaci e documentate descrizioni delle spaventose condizioni nelle quali viveva e moriva la classe operaia inglese, donne e bambini compresi, durante le prime fasi della rivoluzione industriale.
 
La descrizione del dolore e delle immense sofferenze patite da migliaia di persone costrette a vivere e lavorare in una situazione inimmaginabile, priva dei minimi requisiti di sicurezza e salubrità.
 
Sofferenze causate dal capitalismo e dalla sua avidità. Dolore alla base della grandezza imperiale e delle fortune di poche grandi famiglie.
 
Il saggio, apparso per la prima volta in Italia nel 1899, fu ripubblicato da Editori Riuniti nel 1973 nella traduzione di Raniero Panzieri e con una presentazione di Eric J. Hobsbawm.
 
In questi giorni Feltrinelli lo ha riproposto.
 
Raniero Panzieri è stato uno dei principali intellettuali e studiosi del movimento operaio italiano, dirigente del Partito socialista, direttore di «Mondo operaio» e tra i fondatori della la rivista«Quaderni rossi», dalla quale è nata tra l’altro l’avventura teorica dell’operaismo italiano. 
 
Eric J. Hobsbawm è stato uno dei più grandi storici di impostazione marxista, autore fra l’altro del celeberrimo Il secolo breve (Rizzoli 1995).
 
A proposito di vaccini…
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