21 giugno- La festa alla musica

SEGNALI DI FUMO
cronache dalla riserva indiana della scuola

Di Guglielmo Pernaselci

Mi chiama un collega di scuola “ ciao G… come va? Ma tu che fai per la festa della musica, sai mi hanno chiamato dalla circoscrizione per dirmi che mettono a disposizione il parco del quartiere con delle sedie, chi vuole può venire e suonare qualcosa… che ne dici vuoi partecipare? sei un musicista! porta anche qualche studente di quelli bravi” L’ho mandato in malo modo a quel paese (e non in modo figurato) a lui e a tutti gli amministratori della cosa pubblica di questo Paese.

Ecco a cosa arriva la violenta arroganza di chi si dovrebbe occupare della pubblica amministrazione e quindi anche della cultura e dell’istruzione. Si inventano una giornata chiamata Festa della Musica e pensano bene di collocarla in un periodo in cui le scuole sono chiuse o impegnate per gli esami ovviamente chiedendo la partecipazione a studenti e insegnanti di musica, Ma non è solo questo. Dopo aver lasciato l’insegnamento musicale nella sola scuola media per 2 ore settimanali, si preoccupano di inserire nella scuola Primaria l’insegnante di Motoria. (La proposta è nata quando come Ministro della Pubblica Istruzione è stato Bassetti ex insegnante di Educazione Fisica ) ma ovviamente non hanno alcun pensiero per affidare a insegnanti specialisti materie come la Musica e finanche le Lingue straniere. Mi spiegate perchè un laureato in Conservatorio non è abilitato ad insegnare musica e una maestra laureata in scienze dell’educazione può insegnare musica e ogni altra materia compreso l’inglese?

Eppure l’Italia è l’unico paese al mondo dove tra le materie inserite in ogni ordine e grado scolastico vi è “Religione”. Materia che ovviamente può essere insegnata solo da un cattolico poichè come requisito principale l’insegnante di religione deve avere l’abilitazione del vicariato della Chiesa di Roma.

Non parliamo poi dello stato in cui versano i Conservatori e i fantomatici Licei Musicali
ridotti a riserva esclusiva di pochi privilegiati docenti che molto probabilmente non hanno mai svolto una parvenza di attività artistica.

Concludendo con le parole di un grande filosofo del 900: la Festa della Musica è una “Boiata Pazzesca”

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