Storie Antiche

E se il COVID non fosse poi la terribile malattia ma la cura.

Mi spiego. Se il Covid fosse la cura che la Natura ha “dovuto” necessariamente produrre per potersi salvare dalla inevitabile distruzione a cui l’uomo la sta portando. Un uomo che è venuto meno ad un patto che lo legava a doppio filo con la madre Terra, rispettandone i ritmi, mangiandone i frutti per necessità. Un uomo che ha creduto di poter disporre delle ricchezze che invece avrebbe solo dovuto custodire. Un uomo che ha preso tutto indiscriminatamente, credendo di poter controllare con la sua intelligenza ogni fenomeno naturale, Ha deviato fiumi, scavato montagne, bruciato foreste per costruire città e strade più grandi del necessario, desertificato, e ridisegnato un mondo a sua immagine.

Un uomo che non ha ascoltato i tanti gridi d’allarme che la Natura gli lanciava attraverso alluvioni, maremoti, riscaldamenti globali, discioglimento di ghiacciai perenni. Le ha chiamate “calamità naturali” mentre erano semplicemente “calamità umane”. 

Un uomo che non sa più comprendere il “linguaggio” con cui parlava con la Natura. Un linguaggio misterioso di cui ha perso la chiave, Un linguaggio che conserva ormai inutilmente in quei “Sacri Testi” che continua distrattamente a ripetere ogni domenica,

Una storia antica … quella di due esseri umani che avevano un Paradiso e ne furono cacciati perchè non ne compresero il mistero che lo governava.

Guglielmo Pernaselci

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Il noto architetto designer Tobia Scarpa ebbe a dire che per la natura il virus è come un figlio per il padre: la sua eredità è una cosa complicata, misteriosa, ma inevitabile. Entrare in un organismo significa restare biologicamente anche i tutti i successivi. Non ci si può lasciare questo virus alle spalle: si deve accettare la sua presenza, sfruttandolo per migliorarci. Questa pandemia è l’ultima infanzia dell’umanità.

Il nostro blog è nato nell’era covid proprio per affermare con forza l’insopprimibile esigenza di un RESET globale. Il finanzcapitalismo, come direbbe Luciano Gallino, domina il mondo e proprio per questo costituisce il primo bersaglio da colpire.

Abdulrazak Gurnah premio nobel per la letteratura e il filosofofo appena scomparso Salvatore Veca ci hanno indicato la rotta giusta: lotta alle diseguaglianze.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, lavora al Monte dei Paschi dal 1974. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel Fondo Cometa dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating Standard Ethics.
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