Prima gli scioperi italiani, o no?

Avevano cominciato gli sceneggiatori, poi sono arrivati “i nostri” ovvero quelli sotto la bandiera del SAG-AFTRA, il sindacato americano che rappresenta 160mila tra attrici e attori. Copertura mediatica globale assicurata. Cosicchè Fran Drescher da interprete di sindacalista si materializza, senza GPT (Generative Pre-trained Transformer) nella portavoce del movimento  che narra la nuova lotta di classe americana. 

Destino diverso tocca invece ai lavoratori di Mondo Convenienza che da 40 giorni  sono in presidio e sciopero permanente.

L’ultima trovata risale al  13 luglio, quando, con un comunicato stampa, Rl2, la società in appalto per cui lavorano i facchini in sciopero, ha annunciato “di aver proceduto in data odierna al licenziamento di 25 dipendenti, responsabili del blocco illegale anche tramite atti violenti.

Pochi e sparuti mezzi d’informazione hanno rilanciato questa lotta  per aumenti di salario, riduzione orario, salute, libertà sindacale e contratto nazionale.

Non parliamo poi della copertura radiotelevisiva praticamente assente.

Ci eravamo illusi che con il Cinema Revolution 2023, l’evento  promosso dal Ministero della Cultura che dal 11 giugno al 21 settembre permetterà di guardare i film in programmazione nelle sale, italiani ed europei, in promozione a 3,50 euro lo spazio riservato al nostro “sovranismo sindacale ” sarebbe stato maggiore.

O forse più semplicemente  il ministro non ha ancora letto il comunicato stampa.

Chissà?

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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