L’appello di #SriReset

 

 

Accanto a due grandi appelli che potrete leggere e condividere quiqui anche noi di #SriReset ci permettiamo di sollevare quattro grandi questioni: un informazione reinventata, una scienza militante, una protezione civile ex ante e non solo ex post e infine un vaccino per la finanza da sperimentare sul risparmio del lavoro

                                          Zerocalcare su corriere TV da Propagandalive

  • INFORMAZIONE – La Consob ha pubblicato quest’anno  l’elenco della Dnf 2019 che si sono attestate a 208 dalle 20 del 2018. Si tratta di meno dell’1% del totale delle imprese italiane. Fra le società quotate la percentuale di diffusione delle Dnf è del 65% circa. Un terzo delle società quotate italiane quindi non produce questo documento. L’informazione economica non può continuare ad ignorare l’attuale  gap di conoscenza, è pertanto opportuno che accanto agli indici degli andamenti finanziari di borsa il pubblico lettore si abitui a prendere contatto con i dati relativi alla sostenibilità delle singole realtà aziendali. Ciò contribuirà ad operare in modo convergente alla Commissione Europea la quale ha ribadito il proprio impegno a rivedere la direttiva sulle relazioni non finanziarie nel 2020 come parte della strategia per rafforzare le basi per investimenti sostenibili. E’ arrivato l’ora che il sistema informativo si impegni a ideare nuove forme di comunicazione e di educazione sociale ed ambientale con cui rendere coerente la materia informativa prodotta

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                                                                   CORCOM

  • E’ VENUTO IL MOMENTO DEI BIG DATA –  La nascita del Big Data Technopole dove si concentra il 70% della capacità di calcolo di tutta Italia sta facendo nascere in Italia (Emilia-Romagna) l’Hub europeo della ricerca e dello sviluppo tecnologico e proprio qui lavorerà il Data Centre del centro meteo europeo e l’agenzia Italiameteo. La presenza sul territorio di una tale capacità di ricerca e di previsione può avere un impatto rilevante sullo sviluppo anche di settori definiti tradizionali, oltre ovviamente ai settori applicativi dell’intelligenza artificiale, che proprio nelle previsioni meteo su vasta scala hanno sviluppato al massimo metodi numerici trasferibili poi ai settori produttivi, come le simulazioni di rischio connesse con il cambiamento climatico o più estensivamente la possibilità di simulare condizioni di rischio in realtà virtuale da applicarsi ad ogni situazione di stress. Cosicché una tale capacità di calcolo mirata sui singoli  distretti produttivi sarà anche idonea a restituire un fotogramma dei rischi ambientali da associare alle valutazione di merito creditizio finanziario. Tutto ciò comporta un ripensamento del ruolo attualmente acquisito (tramite le tradizionali agenzie di rating che ne hanno assunto il controllo) degli advisory di sostenibilità   a tutto vantaggio di un inedito protagonismo dei corpi accademici comunitari che invece darebbero luogo a network scientifici come appunto nel caso del Big Data Technopole.

 

  • RIVEDERE IL CONCETTO DI RISCHIO – Come abbiamo potuto sperimentare in questi mesi la Protezione Civile riveste per il nostro Paese un ruolo centrale nella cosiddetta gestione del rischio. Ai fini di protezione civile, il rischio è rappresentato dalla possibilità che un fenomeno naturale o indotto dalle attività dell’uomo possa causare effetti dannosi sulla popolazione, gli insediamenti abitativi e produttivi e le infrastrutture, all’interno di una particolare area, in un determinato periodo di tempo.
    D’altronde le attività di previsione e prevenzione si basano su un collegamento sempre più stretto tra protezione civile e mondo della ricerca scientifica, con sistemi tecnologici di raccolta ed elaborazione delle informazioni, con centri di elaborazione dei dati in grado di segnalare con il massimo anticipo possibile la probabilità che si verifichino eventi catastrofici, con l’elaborazione di cartografie di rischio, con la promozione di strumenti normativi e tecnici finalizzati alla prevenzione e mitigazione dei danni. Pertanto sarebbe utile un adeguato aggiornamento normativo in questa direzione che consenta un preciso modello d’intervento e di informazione.

  • UN VACCINO PER LA FINANZA (PERCHE’ INIZIARE LA SPERIMENTAZIONE DAL RISPARMIO DEL LAVORO) – Tuttora la Covip (organo di vigilanza sulla previdenza integrativa) contempla che qualora le decisioni d’investimento  non prendano in considerazione o non hanno come obiettivo di investimento i fattori ESG basterà darne semplice informativa. Ovvero il fondo dovrà semplicemente dichiarare di essere estraneo ad una policy d’investimento che rispetti i parametri ESG senza doverne spiegare i motivi nonostante la legge 147, entrata in vigore nel 2019 preveda secondo modalità definite dalla stessa autority che i fondi pensione diano informativa agli iscritti delle scelte di investimento e predispongono e rendono pubblicamente disponibile un apposito documento sugli obiettivi e sui criteri della propria politica di investimento, illustrando anche i metodi di misurazione e le tecniche di gestione del rischio di investimento utilizzate e la ripartizione strategica delle attività in relazione alla natura e alla durata delle prestazioni pensionistiche dovute, nonché il modo in cui la politica d’investimento tenga conto dei fattori ambientali, sociali e di governo societario. Un approccio comply and explain sarebbe risultato maggiormente aderente allo spirito delle Direttive comunitarie specialmente oggi che un emergenza ambientale planetarie ha completamente cambiato l’intero quadro della situazione. Il confine esistente fino al 2019 tra finanza sostenibile e quella tradizionale oggi è scomparso per sempre
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