La Ricchezza dell’America

 

Oltre un secolo fa, nel paese di Albi viveva la famiglia Corea. Albi era un piccolo centro abitato in provincia di Catanzaro, adiacente alla Sila Piccola; come in tanti altri paesi del sud, i giovani non vedono alcun futuro per loro ed i loro famigliari, se non decidendo di emigrare.

Il signor Corea si convince così a lasciarsi alle spalle tutto e sceglie di andare in America con la sua famiglia, senza alcuna certezza, ma con una buona provvista di speranza e tenacia.

La famiglia si stabilisce a Chelsea (Massachusetts), sobborgo di Boston a cui è collegato da un ponte.

Si lavora duramente anche contro i pregiudizi, la lingua, gli usi e le abitudini, ma i Corea vincono la partita della vita, di una vita dignitosa.

È il 1941, nella famiglia Corea a giugno nasce Armando, il primo nipote a cui il nonno dà il soprannome di Chick mentre lo coccola sulle ginocchia, perché “cammina un po’ come un pollo” .

Il piccolo Chick comincia fin dalla tenera età a prendere lezioni di piano, spinto e sostenuto dal padre, Armando jr.  amante della musica; la formazione classica non lo abbandonerà mai, ma in lui si fa strada la passione per una musica più contemporanea, più libera, aperta a influenze afro, ma anche mediterranee: nasce la passione di Chick Corea per il Jazz, l’improvvisazione, ma sempre al servizio della musica e con il fine di suscitare emozioni nell’ascoltatore.

Poco più che ventenne viene chiamato da Miles Davis per far parte della sua band insieme ad un altro pianista, Keith Jarret; Davis ha già ben chiaro un progetto: trovare il punto di congiunzione tra jazz e rock, a cominciare dall’utilizzo di strumenti elettrici e di ritmiche etniche; poco più tardi vedrà la luce Bitches Brew, l’album di rottura con il jazz canonico e l’atto di nascita di un nuovo genere chiamato Jazz Rock, Fusion, ecc a seconda dell’etichettatore di turno.

A proposito dell’incontro tra Chick Corea e Miles Davis c’è un aneddoto esemplare: Chick arriva sul palco dove Miles sta provando con la band, Keith Jarret è già al suo posto al pianoforte a coda; non vedendo altri pianoforti, Chick si avvicina a Miles e gli chiede dove si debba mettere; Miles senza posare la tromba, gli indica in fondo al palco un piano elettrico Fender Rhodes. Chick resta interdetto, lui ha sempre e solo suonato il pianoforte considerando le tastiere elettriche poco più che rumorosi giocattoli. “No, No, io quel coso non lo suono, io sono un pianista!” protesta Corea. Miles, sempre con sua tromba in mano, si gira e con la sua voce roca e bassa sibila “Porta le tue chiappe bianche su quello sgabello e comincia suonare!”.

Così andavano le cose con Miles Davis…

Più tardi Chick Corea dà vita al suo gruppo più famoso, Return To Forever; originariamente composto dai coniugi Airto Moreira (percussionista), Flora Purim (cantante), e Stanley Clarke (bassista), il gruppo  diverrà una sorta di accademia aperta, accogliendo via via artisti di ogni parte del mondo. Chick Corea avrà in seguito altre formazioni, Chick Corea Electric Band, Chick Corea Akoustic Band, ecc…ma il tratto distintivo rimarrà lo stesso: Jazz con frequenti ritmiche latine e afro, melodie spesso influenzate da arie mediterranee, tutto miscelato con grandissima tecnica e desiderio di portare gioia a chi ascolta.

Chick nella sua carriera ha suonato con decine di artisti di varia estrazione, l’elenco sarebbe troppo lungo e mai completo, ma solo per farsi un’idea: Miles Davis (afroamericano), Airto Moreira (brasiliano), Stanley Clarke (afroamericano), John McLaughlin (britannico), Frank Gambale (italo-australiano), Al Di Meola (italo-americano), Jean-Luc Ponty (francese), Miroslav Vitous (ceco), Pino Daniele (italo-napoletano…).

Chick Corea è morto alcuni giorni fa di una rara forma tumorale recentemente diagnosticata; di lui ci resta la sua musica bellissima e gioiosa, e soprattutto un insegnamento di questi tempi molto prezioso:

l’incontro di culture diverse impreziosisce l’esperienza, aggiunge anziché togliere, accogliere le qualità esterne al proprio mondo, con curiosità, ma anche con gioia, fa crescere la propria esperienza e nutre l’intelligenza.

Gli Stati Uniti storicamente sono nati e cresciuti in questo modo, il Melting Pot di etnie, costumi, usi e religioni, ha fatto grande un paese che non c’era, e ne rappresenta l’autentica ricchezza.

Vi propongo l’ascolto di due brani: il primo è una improvvisazione insieme con Bobby McFerrin, incredibile vocalist, compositore e direttore d’orchestra; l’esibizione, basata sul brano Spain di Corea, prende il volo e vive di vita propria, quasi prescindendo dai due esecutori.

Il secondo brano è Sicily, scritto insieme a Pino Daniele e suonato da Chick durante un concerto del 2016 nel ricordo affettuoso di Pino.

Ci mancheranno…

 

 

Massimo Rossi

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