Il giardino di Jacopo

Abbiamo incontrato questo giovane candidato al Consiglio del I Municipio di Roma.

La foto lo ritrae all’interno del giardino intitolato al Filosofo umanista Pietro Pomponazzi.

Col soprannome di Peretto Mantovano il noto umanista amava dire che in filosofia, chi vuol trovare la verità, dev’essere eretico. 

Proprio per questo ci auguriamo che l’esperienza politica di Jacopo Scata nata proprio nella commissione scuola faccia riscoprire al più presto alla politica l’alfabeto smarrito che nasce anche dai piccoli gesti quotidiani. 

Di seguito pubblichiamo il testo del nostro incontro.

Jacopo trovo assolutamente giusta la tua battaglia per le aree verdi che nel  nostro territorio risultano assai scarse, ma converrai con me che il tema della loro cura e manutenzione resta essenziale affinché i cittadini riconquistino giorno dopo giorno la consapevolezza che ognuno può e deve sentirsi parte in causa. Non credi che il tema della partecipazione debba riconquistare uno spazio politico centrale?

Il tema della partecipazione e’ un tema fondamentale. Io ho cercato in questi 5 anni di praticarlo nei fatti e non solo a parole coinvolgendo I cittadini, le associazioni ed i commercianti nella manutenzione e presa in carico delle aiuole di via Andrea Doria o nel processo partecipato che porterà alla “nuova” Piazza Strozzi. Credo pero’ che dietro al concetto di “partecipazione” non debba nascondersi la volontà dell’amministrazione di “liberarsi” di alcune aree verdi perché mantenute volontariamente dai cittadini. Il pubblico in questi casi deve sempre fare la sua parte e agire affinché il privato non venga mai abbandonato.

Ci sono nel nostro territorio delle edificazioni nascoste che stanno crescendo in tanti e troppi palazzi del centro storico, penso alla miriade di bed and breakfast, case vacanze che stanno cambiando non solo la mappa alberghiera della città ma la vita e la tranquillità di tanti condomini. Non credi che sia giunta l’ora di una sana e rigorosa regolamentazione?

Penso che il problema, come spesso accade in Italia, non sia la legge ma la sua applicazione e controllo. Una legge regionale sui b&b ci sta. Ma perché la polizia municipale non fa i controlli sulla moltitudine di strutture abusive? Maggior mezzi e personale per il controllo.

Infine, la composizione generazionale di questa porzione di città è fortemente sbilanciata sulle classi di età più alte, non credi che le scuole possano negli orari liberi costituire dei centri di studio  e di cultura diffusi?

Si lo credo. Scuole aperte e’ un progetto per ora irrealizzato. Nel programma di Gualtieri ci sta una parte dedicata proprio a questo tema. La scuola come centro culturale e sociale del quartiere anche nell’orario extra scolastico.

Grazie Jacopo

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