Dialogo della Natura e di un Islandese

Protagonista di questo dialogo è un Islandese, che dopo aver lasciato la sua isola per sfuggire le avversità del clima e dell’ambiente ostile e aver viaggiato in lungo e in largo per il mondo, giunge nei pressi dell’Africa equatoriale e incontra la personificazione della Natura, in forma di donna col volto “mezzo tra bello e terribile”. L’uomo le pone alcune domande riguardo il senso ultimo dell’esistenza dell’uomo e soprattutto perché la natura destini la specie umana a una vita di sofferenze, ma la creatura non fa in tempo a fornire una risposta esauriente per la prematura morte dell’interlocutore (la conclusione del dialogo, ironica e beffarda, sottolinea il fatto che secondo l’autore certe questioni non possono trovare una soluzione filosofica).

(dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi)

Natura  Tu mostri non aver posto mente che la vita di quest’universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra sé di maniera, che ciascheduna serve continuamente all’altra, ed alla conservazione del mondo; il quale sempre che cessasse o l’una o l’altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione. Per tanto risulterebbe in suo danno se fosse in lui cosa alcuna libera da patimento.
Islandese Cotesto medesimo odo ragionare a tutti i filosofi. Ma poiché quel che è distrutto, patisce; e quel che distrugge, non gode, e a poco andare è distrutto medesimamente; dimmi quello che nessun filosofo mi sa dire: a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell’universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono?
Mentre stavano in questi e simili ragionamenti è fama che sopraggiungessero due leoni, così rifiniti  e maceri dall’inedia, che appena ebbero forza di mangiarsi quell’Islandese; come fecero; e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per quel giorno. Ma sono alcuni che negano questo caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l’Islandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edificò un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il quale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so quale città di Europa.

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Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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