Autonomia differenziata anche nel sindacato

Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ha solennemente dichiarato ieri alla stampa che la tragedia che ha colpito Firenze “è una ferita che sfregia il Paese, colpendo non solo i lavoratori e loro famiglie, ma – udite – lo stesso spirito della Costituzione.

La differenziata declinazione sindacale ha prodotto finora un sciopero generale regionale unitario in Toscana nelle ultime due ore di ogni turno di lavoro ed un altro semi-unitario ovvero di Cgil e Uil senza la Cisl indetto dalle federazioni nazionali di edili e metalmeccanici sempre di due ore il prossimo 21 febbraio.

Eppure avevamo ancore nelle orecchie le accorate parole pronunciate da Mario De Lellis, segretario generale della Filca-Cisl del Piemonte dopo un analoga tragedia avvenuta a Torino solo il 6 febbraio scorso.

Riavvolgendo ancora di più il nastro, ricordiamo che nell’autunno scorso la Cisl ha presentato il Manifesto dal titolo evocativo “Per un lavoro a misura della persona” dove si impegna pubblicamente a migliorare le condizioni di lavoro nei cosiddetti settori labour intensive ovvero in quel settori dove l’inversione tra l’intensità di capitale su quella del lavoro sta oramai relegando in un angolino buio privo di diritti l’uomo del XXI secolo.

Quattordici pagine dove il tema sicurezza sul lavoro non viene mai neppure sfiorato!

Strano davvero visto che nell’intervista a Repubblica Sbarra si dichiara candidamente sorpreso che ancor oggi su ogni dieci aziende ispezionate solo due risultino in regola.

Tornando al cantiere di Firenze abbiamo sentito parlare di lavoratori con contratti diversi tra loro, questo perché col contratto edile per poter lavorare bisogna essere formati obbligatoriamente da soggetti abilitati mentre con il contratto metalmeccanico non solo si risparmia enormemente, ma si superano tutti i sistemi di controllo previsti contrattualmente.

Ci chiediamo allora come mai il sindacato non si era accorto prima di nulla?

Vorremo dire a Sbarra che ai lavoratori non servono più tutele penali e un plotone più folto di ispettori del lavoro ma forse semplicemente che il sindacato torni a fare suo mestiere in tutti i luoghi di lavoro.


 

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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