STATI UNITI DEL ROCK AND ROLL

Strano paese gli USA. Un insieme di cose diverse e contrapposte costrette a dialogare e convivere. Pellerossa, coloni inglesi, francesi, olandesi, ispanici, bianchi, neri, schiavi e padroni, città e prateria, grattacieli e fattorie. Mondi agli antipodi che parlano lingue diverse e pensano in modo diverso. In una parola la Torre di Babele dei nostri tempi. Poi all’improvviso arrivò il Rock and Roll e con lui la lingua con la quale finalmente sarebbe stato possibile comunicare, capirsi, e sentirsi finalmente UNITI. Il Rock and Roll è stato il vero collante di tutte quelle diversità, e il vero fenomeno che ha consentito a questo strano paese di avere finalmente una identità culturale. Gli USA nascono in questa musica che fonde in modo unico country e blues, il mondo rurale con quello della città.
Il Rock come un nuovo Frankenstein nasce con l’elettricità. E’ figlio dell’elettricità. Il suono della chitarra elettrica lo attraversa e arriva a graffiare e scolpire anche il monte Rushmore sostituendo i volti dei Presidenti con quelli dei Deep Purple. E’ il segno di un cambiamento epocale, come annuncia l’urlo di Immigrant Song dei Led Zeppelin. E’ la visionaria miscela di Invenzione senza limiti di Frank Zappa. Sono gli esperimenti di un nuovo concetto di società di Haight-Ashbury a San Francisco. E’ il suono dritto e veloce della Route 66 che collega West ed East Coast. E’ il nuovo mondo che all’improvviso si materializza a Woodstock dove (senza il bisogno di Social Network e World Wide Web) 400.000 ragazzi si danno appuntamento e ascoltano il loro Inno Americano, quello di Jimi Hendrix.
Con il Rock ad un tratto tutti i confini sembrano sparire come in un incantesimo. E mentre i confini tra le diverse etnie andavano sparendo un nuovo confine si andava delineando, lungo diritto esatto, quello tra le generazioni. Con il Rock non ci sono ambiguità: o sei giovane o sei vecchio. Giovane, rivolto al futuro, pronto a costruire secondo una nuova mentalità. Vecchio, aggrappato ad un mondo destinato a dissolversi. O almeno così sembrava. Fino a quando il Rock è esistito. Si perchè ora in USA quella musica non si sente più e come per un incantesimo al contrario ecco che riemergono quei vecchi confini. La lingua comune si è persa, e la Torre di Babele mostra le sue vecchie crepe. Strano paese gli USA.

Ci piacerebbe a questo punto capire chi è l’assassino. 

Chi ha ucciso il rock?

 

                                                                                                          Guglielmo Pernaselci

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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