Ma l’ILVA è in zona rossa?

Pietra leccese

 

 

Se il nuovo film in lavorazione dal titolo “la transizione ecologica” si aprirà mai davvero certamente al primo ciak tra i protagonisti non ci saranno né Confindustria né i Sindacati ma Antonio Pasca in qualità di presidente estensore tra  i magistrati amministrativi del TAR di Lecce.

I “Duellanti” dell’eterna vicenda ArcelorMittal e Ilva in As sono sempre gli stessi: salute ed ambiente da un lato e libera attività d’impresa su l’altro versante.

«Allo stato di grave pericolo in un contesto abitativo» che deve ritenersi «permanente ed immanente» hanno risposto in maniera amletica i  sindacati presenti all’incontro con i Ministri allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al Lavoro Andrea Orlando.

In attesa del ricorso  confindustriale al Consiglio di Stato nessuno dei presenti è stato capace di pronunciare una sola parola per i cittadini che vivono in quell’area “rossa”di vergogna.

Si sono solo limitate alla riaffermazione  della siderurgia, della produzione di acciaio, come settore strategico per l’insieme dell’industria manifatturiera e quindi per il Paese con buona pace della sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale in tema di bilanciamento dei diritti.

Ripercorrendo i documenti congressuali del XVIII congresso della Cgil al capitolo SVILUPPO ricordiamo questa criptica premessa: L’aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali e le grandi transizioni – ambientale e tecnologica – richiedono una strategia a lungo termine. I cardini di questo processo sono la sostenibilità ambientale, economica, sociale e territoriale per un nuovo modello di sviluppo che risponda ai bisogni di oggi e rispetti quelli delle prossime generazioni.  La contrattazione per lo sviluppo rappresenta lo strumento per negoziare le precondizioni per la creazione di lavoro dignitoso e di benessere per un nuovo e rafforzato modello di confederalità.

Alla luce della nuova fase politica aperta col Governo Draghi quel titolo del capitolo del documento congressuale “il lavoro è” andrebbe semplicemente cambiato con il termine AMBIENTE al posto di SVILUPPO.

Per avere una plastica dimostrazione della distanza tra la realtà e la politica basta solo rivedere la puntata di TITOLO V  andata in onda lo scorso 19 febbraio  e l’illuminante scontro dialettico tra il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e l’attore Michele Riondino.

New Generation Eu significa imparare una nuova lingua.

Forse è arrivato il momento che il sindacato torni tra i banchi di scuola e che i giovani prendano il coraggio di sostituire una classe insegnante inadeguata.

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