“ E sembra un sabato qualunque, un sabato italiano “

di Mimmo Moccia

Molto probabilmente è stato questo verso di una canzone di Sergio Caputo ad ispirare le scelte dei responsabili dell’ordine pubblico sabato scorso a Roma.

La richiesta congiunta di NO Vax, NO Green Pass, gruppi parafascisti di poter manifestare in piazza del Popolo è stata immediatamente accolta e autorizzata. D’altra parte quali problemi sarebbero potuti sorgere trattandosi di una piccola piazza di periferia abitualmente frequentata da anziani amichevolmente impegnati in tornei di bocce. Ovviamente le misure di sorveglianza e controllo erano tarate sull’esiguità e notoria bonarietà dei partecipanti.

La perspicace, sagace, occhiuta azione della polizia postale aveva tranquillizzato tutti quando Instagram, Facebook, Telegram erano stati sommersi dal messaggio “ Stasera ci prendiamo Roma “ , in realtà si trattava di un invito ad un apericena per provare un nuovo cocktail , rigorosamente mescolato non shakerato, a cui era stato dato il nome Roma per ricordarne michettianamente gli antichi fasti imperiali.

Analogamente le parole di Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, registrate e documentate in vari filmati, “l’obiettivo   è  la CGIL “ non erano altro che un invito ad iscriversi al sindacato maggiormente rappresentativo per rafforzarne l’azione politica e contrattuale.

Così quando oltre mille persone muniti di pale, bastoni, bottiglie e innalzanti simboli e stendardi fascisti, si sono incamminati da piazzale Flaminio lungo il Muro Torto sono stati, giustamente e opportunamente, considerati dei volontari che , ispirati dalle parole di Greta Thunberg, intendevano migliorare l’alberatura di Villa Borghese.

Quando per l’eccesso di entusiasmo verso l’iscrizione alla CGIL  i manifestanti sono penetrati nella sede  di Corso d’Italia protestando animatamente per i ritardi nella consegna delle tessere, la pattuglia che abitualmente presiede il palazzo non ha ricevuto i dovuti e adeguati rinforzi “ a  causa del traffico intenso “ . A Roma, come a Palermo ci ricorda Benigni il problema è sempre il traffico, mafia e fascismo sono pure invenzioni dei giornali.

Grande scalpore e indignazione ha suscitato l’intervento della polizia che ha impedito l’accesso a palazzo Chigi da parte di alcuni moderati contestatori utilizzando un blindato dotato di un idrante il cui getto ricordava quello di un anziano afflitto da ipertrofia prostatica.

Ma la cosa che più ha colpito l’opinione pubblica ed i media è stato l’inatteso coming out di Giorgia Meloni che con l’abituale dolcezza lessicale da appassionata floricultrice, infatti l’eroina della destra ha una dimestichezza pluridecennale con Roberto Fiore fondatore di Forza Nuova, ha dichiarato “ di non conoscere la matrice”. 

In realtà si è trattato di un’errata interpretazione dei giornalisti a causa del pessimo audio causato dalla distanza, infatti la Meloni ha dichiarato “ di non conoscere la matriciana “ rivelando così la sua scarsa dimestichezza con l’arte culinaria.

Grazie signor Prefetto, grazie signor Questore, grazie Comandante del gruppo Carabinieri di Roma per averci regalato “ un sabato italiano “.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, lavora al Monte dei Paschi dal 1974. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel Fondo Cometa dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating Standard Ethics.
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