Covid, il film di Ai Wei Wei

Coronation, il docufilm dell’artista che racconta la pandemia e che ha fatto arrabbiare la Cina
LONDRA
Ci ha pensato Ai Wei Wei a realizzare il primo documentario crudo e drammatico sulla pandemia. Lo ha fatto alla sua maniera, senza filtri, diretto, schietto, intenzionato a mostrare le contraddizioni a cui questo subdolo virus ha costretto le persone. Il docufilm si intitola Coronation, un prodotto di 115 minuti che racconta la cronaca dei giorni drammatici vissuti a Wuhan circa un anno fa, dal primo paziente al focolaio, fino all’incredibile e veloce diffusione che ha indotto il lockdown. Un lockdown rigido, ferreo, in cui le persone sono state disposte a rinunciare volontariamente alla loro libertà di movimento e hanno permesso l’accesso delle istituzioni, per motivi di sicurezza, a un controllo quasi totale delle informazioni. Il film è stato realizzato utilizzando i video girati dai cittadini di Wuhan in cui si riprendevano i silenzi, la solitudine, il deserto urbano, le paure, le ansie. Il tutto è stato poi sapientemente assemblato e diretto dall’artista dissidente cinese, che, ricordiamo, vive in Europa in esilio dalla Cina ormai da tanti anni. Il film scorre veloce, raccontando la cronaca impazzita di quei giorni, fino alle notizie che testimoniavano i contagi anche in altri Paesi. Ma il tono critico resta la chiave di lettura prevalente. Il film include, infatti, interviste ai pazienti e alle loro famiglie che mostrano il modo in cui è stata gestita la crisi e il controllo sociale applicato dal governo – che Ai Weiwei ha definito come un misto di ”sorveglianza, lavaggio del cervello ideologico e brutale determinazione a controllare ogni aspetto di società”. Il risultato è una società più povera di fiducia, trasparenza e rispetto per l’umanità. E forse è proprio questo il motivo per cui in questo momento storico La Biennale di Venezia, ma anche Netflix e Amazon, hanno rifiutato di presentare il filmato. Al momento è disponibile solo su Vimeo. E ve ne mostriamo il trailer.

Da INSIDEART  16.12.2020

 

 

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