Una rondine a Montecassino

Da Montecassino, nel giorno della solennità di San Benedetto, il Cardinale Domenico Battaglia, si scaglia contro la politica del riarmo e della guerra. Parole che scuotono davvero le coscienze e che arrivano al cuore.

<< … Allora convertiamo gli arsenali in ospedali, gli utili di guerra in borse di studio, i bunker in biblioteche.
Facciamolo ora, non per idealismo, ma perché ogni ritardo ci rende complici.

Complici del fuoco che brucia i villaggi,

complici dell’applauso in Borsa quando un conflitto si allunga.

Complici del marmo freddo delle coscienze che scorrono i notiziari senza lasciare che una sola immagine trapassi la pelle.

Benedetto ci guarda!

Non come un’icona ingiallita dal tempo, ma come un testimone che con il dito tocca le ferite del mondo e ne dice il nome senza paura: guerra, idolatria del profitto, viltà politica.

E se noi tacessimo ancora una volta, sarebbero le pietre dei chiostri a gridare, a dire che non è il cielo a tradire l’uomo ma è l’uomo a tradire se stesso, ogni volta che preferisce un’esplosione di morte al pane spezzato che è vita.

Per questo sull’altare della festa di Benedetto, non stendiamo fiori, ma un appello accorato.

Un grido a chi compra armi invece di pane, a chi brinda quando un titolo “difesa” sale in Borsa, a noi stessi che ci siamo abituati a scivolare sulle notizie come pioggia su pietra.

Se l’Europa tollera ancora campi incendiati e sirene notturne, è perché qualcuno ha deciso che il sangue rende più del grano.

Se il Sud del mondo conta bambini gonfi di fame mentre nei summit si sfoggiano cravatte di seta, è perché s’investe nella morte come in un titolo sicuro.

Benedetto griderebbe!

Direbbe che ogni missile è un’eresia contro l’uomo, che ogni bilancio militare approvato è un atto di apostasia civile.

Ai governi direbbe: avete violato la Regola del vivere, quella vera, che mette l’altro al centro e il denaro fuori dal tempio.

Agli azionisti dell’industria bellica direbbe: state falsificando il Vangelo.

State trasformando il ferro dell’aratro in schegge per dilaniare innocenti.

E noi? Noi non possiamo cavarcela con un sospiro devoto.

È tempo di sangue freddo e lingua di fuoco.

Di chiamare i droni con il loro nome: fucilazioni telecomandate.

Di dire che “danni collaterali” vuol dire bambini senza volto.

Di urlare che una spesa per la difesa più alta di quella per scuola e sanità non è sicurezza.

È suicidio collettivo. …>>

 

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento