Ora che l’Occidente è divenuto un sorprendente campo di battaglia e lo scontro permanente tra Usa ed Europa ne costituiscono una triste conferma, l’ultima penosa vicenda che ha visto protagonisti Donald e Giorgia ci aiuta a capire il turbine in cui si è cacciata la Storia.
Chi non ricorda la leggenda degli Orazi e Curiazi che diedero vita al famoso scontro tra tre gemelli romani (gli Orazi) e tre albani (i Curiazi)? Ci siamo mai chiesti come fu possibile che quegli spettatori con il solo sguardo potessero decidere le sorti di quel duello? L’immagine trasfigurata di quel duello aveva preso per una volta il sopravvento sulla realtà.
Oggi i social media hanno rivoluzionato il modo in cui le persone fruiscono, apprendono e condividono informazioni e contenuti. Essi hanno proposto un’alternativa al modello di comunicazione unidirezionale tipico dei media tradizionali (radio, stampa, televisione), basato sul paradigma “da uno a molti” (dal broadcaster al pubblico). Per questo anche un vertice come quello del G7 tra i paesi più potenti del pianeta diviene un evento che per essere decifrato ha bisogno di una nuova lingua, un codice binario che vive in uno spazio chiamato Web 2.0 ma che permette, e qui sta la differenza, la creazione e lo scambio di contenuti generati persino dall’utenza. Questo modello di comunicazione ha un nome: “peer-to-peer”, ovvero trasforma i soggetti passivi guardanti in una molteplicità di emittenti attivi che danno vita ad un livello di interazione senza precedenti. Questo passaggio a prima vista può apparire un processo di democratizzazione dell’informazione, ma a ben guardare gli algoritmi che governano il mondo dei social media a trazione yankee lo decifrano ben presto in un nuovo, si fa per dire, mito della caverna descritta celebre Libro VII della Repubblica. Si proprio Platone usò per primo i “fantasmi” per descrivere l’ignoranza umana. Gli schiavi incatenati, costretti a guardare il fondo della grotta, vedono solo le ombre proiettate di alcune statuette. Scambiano queste ombre per la realtà assoluta, vivendo nell’illusione. Il valore di quella foto elemosinata a Trump è tutta qui. Le caverne dei due non erano più disponibili, c’era posto solo per una. Forse proprio per questo, la premier italiana ha scelto la strategia della fuga escogitata dai Romani ovvero fingere di scappare per dividere i Curiazi, ancora sofferenti per le ferite e così portare a casa una falsa vittoria. D’altronde gli accordi sulle basi Nato e Usa “risalgono ad oltre 50 anni fa. Ora che Mark Rutte ha fatto capolino dalla nostra caverna non sarebbe sbagliato se la nostra Giorgia facesse luce sul contenuto di quegli accordi e sul loro rispetto costituzionale. Forse scopriremmo che l’unica sconfitta è proprio la Carta Costituzionale.