Prime adesioni al nostro appello “Non è il momento di prendere soldi ma di darli”

 
Nei giorni immediatamente successivi alla diffusione dell’appello abbiamo ricevuto numerose adesioni di colleghi. Le pubblichiamo con l’auspicio che anche questo serva a contribuire ad una sollecita soluzione della vicenda. Anche in considerazione del fatto che alcuni colleghi coinvolti hanno già dovuto pagare la prima rata all’Agenzia delle Entrate.
Firmatari
Nicoletta Rocchi, Domenico Moccia, Daniela Bindi, Antonio Damiani, Walter Bottoni, Tiziana Cresci, Sergio Bruni, Fabio Carletti, Gianni Santarpino, Maurizio Lapponi, Alfredo Antomarini, Francesco Migliorelli, Claudio Cola, Silvio Bonomo, Canio Calitri, Giuseppe Amari, Marco Messina.
 
Adesioni
Giancarlo Meacci, Fabio Alfieri, Luca Bianchi, Nadia Corradetti, Patrizia Rubegni, Ernesto Regina, Sergio Avella, Donata Di Lorenzo, Silva Biagi, Fernando Calosso, Lamberto Gobbi, Stefano Laici, Enrico Di Santo, Massimo Collalti, Silvio Passanisi, Marco Banchieri, Anita Diamante, Gianpiero Barone, Paola Leoni, Maria Rosaria Marchetti, Patty D’Aquino, Silvana Borza, G. Gala, Michele Bonserio, Michele Muratore, Maria Immacolata Caruso, Piero Narni, N. Schioppa, Stefano Gherardi, Italo Bosiso, Mariella Della Porta, Gigliola Pluchino, Daniela Rocchi, Salvatore Pasquina, Gian Carlo Pinceti, Enzo Benedetti, Paolo Bani, Margherita Wirz, Eugenio Zanin, Lucianna Pacoda, Tiziana Cionchetti, Pasquale Montella, Franco Rossi, Pino Leo, Vito Nardelli, Francesco Sarnataro, Fernando Buzzi, Cunja Ziva, Mario De Amicis, Ilaria Marioni, Paolo Cirillo, Agnese Palma, Antonio Del Rosso, Antonella Rigacci, Marco Mancianti, Mario Pacciani, Fernando Cannucci, Fabio Pacini, Luciano Bellaccini, Sandra Chimenti, Claudio Carboni, Stefano Marzocchi, Luca Arrigucci, Luigi Cappelli, Luciano Naldini, Raffaella Senesi, Fabio Ottini, Cristellina Sparacio, Marisa Bardi, Alba Bartoli, Antonella Savelli, Francesco Di Rosa, Antonio Perrone, Mario Ottomano, Giuseppe Spedicato, Bruno Balestrieri, Claudio Rollo, Renato Prada, David Romagnoli, Luigi Ballone, Marcello De Luca, Lauretta Monciatti, Marco Radi, Ennio Nicoletti, Annarita Tozzi, Enrico Caldelli, Paolo Caprioli, Giovanni Pollice, Annamaria Mesiano, Fabrizio Torchio, Manuela De Giosa, Paolo Tagliaferro, Antonia Garofalo, Leonardo Militello, Carlo Marchionni, Alessio Cilibrasi, Lucia Brilli, Alessandra Cannucciari, Marco Brozzi, Epifanio Mastrosimone, Biagio Tondo, Nelly Tius, Antonio Volella, Giovanna Chianese, Enrico De Somma, Antonello Desario, Maria Luisa Falcolini, Daniela Boschi, Giorgio Passino, Carlo Moretti, Rosa Rubino, Maria Isabella Napolitano, Daniele Sampaolo, Alberto Spartaco Umbrella, Domenico Stefan, Franco Verrazzo, Rosa Buonanno, Mauro Rossi, Massimo Andellini, Cinzia Gabbrielli, Claudio Colanera, Luigi Della Momma, Alessandro Ventura, Stefano Beleggia, Massimo Rossi, Cesare Magini, Stefano Aiazzi, Massimo Fei, Giampiero Balistreri, Simonetta Savoi, Giancarlo Ricotta, Luisa Cretaio, Fabrizio Francini, Alberto Semproni, Maria Teresa Corda, Bruno Carrus, Alessandro Pieragostini, Letizia Dionisi, Natale Calascibetta, Giorgio Pasello, Giovanna Giuggioli, Fabrizia Oretti, Claudia Ticci, Marta Giannotti, Marinella Scaccini, Mara Narri, Marinella Bottai, Realino Miceli, Vincenza Monosi, Antonella Tortorella, Arnaldo Livieri, Alfeo Fumagalli, Lanfranco Tocci, Fabrizio Tabolacci, Franco Rabatti, Anna Prunetti, Sandro Di Domenicantonio, Vitangelo Traversa, Luigi Pini, Gilberto Dell’Elce, Enrico Spadaccini, Marco Conti, Stefano Fabrizi, Giuseppe Liberotti, Claudio Falcioni, Maria Caterina Serra, Paolo Licata, Mauro Starnini, Pier Luigi Luciani, Paolo Drago, Sergio Bernardini, Andrea Nucci, Amedeo Cimmino, Vanda Marri, Franco Calvetti, Giovanni De Bartolo, Tiziana Cepollina, Giordano Iacopini, Paola Taddei, Luigi Lattenero, Pietro Franceschini, Barbara Frigerio, Emanuela Marri, Ferdinando Bruschettini, Francesco Santelli, Chiara Brosch.

                       “Non è il momento di prendere soldi ma di darli”

                                                 (il testo dell’appello)

Con riferimento alle lettere inviate dalla Agenzia delle Entrate ai lavoratori aderenti al Fondo di Solidarietà di settore, e riguardanti un “ricalcolo fiscale” per l’anno 2016, anche in qualità di sottoscrittori degli accordi che regolano l’accesso alle prestazioni del Fondo e di dirigenti sindacali che hanno gestito, a vari livelli i processi di ristrutturazione, esprimiamo tutto il nostro più fermo disappunto.

Attraverso questa operazione come lavoratori del credito verremmo colpiti due volte, prima attraverso processi di mobilità solo apparentemente volontari ed oggi da una tardiva reinterpretazione di norme fiscali sul lavoro difficile per noi da comprendere sino in fondo e che stravolge , a danno dei lavoratori, le condizioni alla base degli accordi di uscita anticipata.

Noi capiamo invece che questo ristoro fiscale a favore dello Stato con i nostri soldi si basa su uno strumento pagato unicamente dalle banche e quindi a costo zero per l’Erario.

Anzi come è noto l’assegno di sostegno erogato in questi anni ha dato origine ad una neutralità fiscale a nostro svantaggio che mal si coniuga con le declinazioni fiscali del TFR richiamate dall’Agenzia delle Entrate.

In merito al comunicato unitario del 20 maggio non capiamo appieno i dubbi procedurali così attentamente analizzati.

Noi da parte nostra abbiamo bisogno invece di parole chiare ed univoche: ovvero un collegio di difesa unitario per tutti gli attori coinvolti messo a disposizione dal Sindacato.

Le banche se vogliono continuare ad utilizzare questi strumenti di regolazione del mercato del lavoro hanno bisogno di mantenere integra la loro trasparente responsabilità nei confronti di lavoratori che hanno dedicato il proprio lavoro e il proprio tempo a questo settore cruciale della nostra economia.

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