Omaggio a Diderot e D’Alembert

Guglielmo Pernaselci
Segnali di Fumo
ovvero cronache dalla Riserva Indiana della Scuola


Di recente ho ereditato alcuni libri e tra questi: un’Enciclopedia completa Universale Rizzoli Larousse degli anni 70 – una Enciclopedia I protagonisti che raccoglie vaste monografie su personaggi storici – L’enciclopedia illustrata degli animali – La storia Universale Rizzoli Larousse , e infine la Grande storia della musica in 8 Voll. suddivisi in 6 Voll. in ordine cronologico 2 Voll. di Dizionario enciclopedico della Musica e dei Musicisti – della Fabbri Editore.

Tutto in perfetto stato in quanto. nella mia famiglia. mio padre ci avrebbe letteralmente decapitato se solo provavamo a sgualcire, sottolineare o comunque danneggiare un libro.

Penso che una biblioteca scolastica sarebbe di certo la collocazione migliore per questi amici di studio,Potrebbero essere consultati da tanti studenti per le loro ricerche o fornire materiale di consultazione ai colleghi docenti.

Ne parlo al docente responsabile della Biblioteca per concordare dove lasciare il tutto ma noto in lui un certo imbarazzo… in pratica declina la donazione dicendo che ormai le enciclopedie non si usano più e che hanno dovuto fare una grande pulizia di quelle che avevano.

A quelle parole vi confesso che nella mia mente prendono vita immagini apocalittiche tipo Fahrenheit 451 – il romanzo di Bradbury dove si racconta di una società che mette al bando tutti i libri letteralmente bruciandoli, in quanto inutili e dannosi.

Lo sconforto sale quando anche altri colleghi (in particolare quelli di lettere e storia) mi confermano che si… effettivamente le opere a carattere enciclopedico sono ormai superate… ora c’è la rete con le sue risorse infinite. Basta digitare una parolina che compaiono centinaia di informazioni sull’argomento e finanche video e spiegazioni.

Il paradosso è che gli stessi colleghi si lamentano continuamente del fatto che oggi, gli studenti, fanno il Copia e Incolla… una pratica a loro dire abominevole. Infatti dopo aver digitato la parolina, magari su Wikipedia, la più grande enciclopedia del web, i nostri studenti (giustamente) pensano bene che il lavoro è ormaI fatto,,, basta copiare tutto e incollarlo su un documento per stamparlo e consegnarlo.

Per fronteggiare una simile sciagura finanche gli esperti programmatori di Google Educational si sono impegnati per dare ai colleghi docenti un’arma potentissima: il controllo automatico di originalità. Ovvero con un semplice clic l’algoritmo scopre ed evidenzia tutte le parti copiate da un qualsiasi sito web.

Ma sembra che anche questo rimedio non abbia fermato la triste pratica del fare ricerche senza studiare.
La faccenda poi assume tratti ancora più esilaranti quando lo studente con lo sguardo perso nel vuoto dice al docente che ha provato a cercare notizie sull’argomento assegnato ma non ha trovato nulla!! Credetemi succede molto di frequente e la ragione è molto semplice : i nostri studenti cresciuti con le ricerche in rete non sanno come cercare… si trovano davanti così tanto materiale che ci si perdono o comunque non provano neanche a cercare di capire cosa effettivamente gli serve. E così l’infinito lo traducono in “nulla”.

Eppure la soluzione è li a portata di mano: Enciclopedie cartacee.
Certo richiedono uno studio “vero” di ricerca, non puoi digitare la parolina ma devi andarla a cercare… non puoi cliccare su link ma li devi andare a cercare anche quelli, facendo uno sforzo di ragionamento… formulando ipotesi. E se non hai video pazienza dovrai fare uno sforzo di immaginazione… ma tutto questo non è poi ; STUDIARE ?

Ecco quello che dobbiamo insegnare veramente: lo studio ti chiede impegno, fatica e soprattutto: Tempo. E in questa società sembra che il tempo debba correre veloce, o meglio ce lo stanno rubando insieme ai libri e alle enciclopedie.

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