Mine responsabili? no grazie

di Maurizio Agazzi e Walter Bottoni

Meno male che il ​​ministro dell’Agricoltura e delle Foreste finlandese, Sari Essayah, ha voluto rassicurare l’opinione pubblica asserendo che «La Finlandia utilizzerà le mine in modo responsabile” dal momento che è stato annunciato il ritiro del proprio Paese dalla convenzione di Ottawa.

Ora che la Finlandia, membro della NATO, intende abbandonare la convenzione globale che mette al bando le mine antiuomo rischia di trascinare con sé la Polonia e i paesi baltici Estonia, Lettonia e Lituania a causa delle minacce rappresentate dalla vicina Russia.

Ultimo arrivo in ordine di tempo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Repubblica d’Ucraina ha deciso formalmente il 29 giugno 2025 di abbandonare la Convenzione che aveva sottoscritto vent’anni prima.

L’Italia invece che fa? Ne parlammo in un post dal titolo Quei pappagalli verdi dentro i fondi pensione (vedi qui) a pochi mesi dallo scoppio della guerra russo ucraina. Denunciammo allora i colpevoli ritardi della legge 220 del dicembre 2021 in materia di trasparenza informativa nonché applicativa, tant’è che siamo ancor oggi in attesa delle famigerate “liste delle società produttrici incriminate pubblicamente disponibili” previste dall’articolo 3 comma 1. 

All’inizio il compito spettava alle autorità di vigilanza (Banca d’Italia, Ivass e Covip). Successivamente il decreto legge 73/2022 assegnò quest’onere ad una commissione interministeriale da costituire entro la fine del 2022 lasciando liberi i fondi pensione di adottare, entro il 31 dicembre 2022, idonei presìdi procedurali e di consultare “almeno gli elenchi pubblicamente disponibili di società che producono mine anti persona e munizioni e sub munizioni a grappolo”.

Questa è la triste situazione di una legge che ha mandato in confusione gestori e authority” tanto è vero che in Italia possono esserci banche che rifiutano investimenti in Etf specializzati nel settore della Difesa, perché le azioni sono in black list, mentre altri intermediari possono autorizzare gli stessi investimenti facendo riferimenti ad altre valutazioni.

Per fortuna oggi ci ha pensato una società di ricerca di Trento “Nummus” che ha sviluppato una lista di esclusione proprio per supportare gli intermediari nel rispetto delle norme contro la produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo (la lista di esclusione di Nummus). Si avete letto bene una società fondata nel 2013 da un gruppo di soci promotori che include la Conferenza Episcopale Italiana, la Diocesi di Milano e ISA S.p.A., una società finanziaria affiliata alla Diocesi di Trento e ad altre Diocesi italiane.

Scrivemmo nel 2018 sull’urgenza di costruire nuovi progetti di partecipazione per gli aderenti all’universo dei fondi pensione. I Lavoratori/risparmiatori, a nostro  parere, hanno sempre più diritto di conoscere e condividere le opzioni di sviluppo e d’impegno a lungo termine verso cui muovono i fondi pensione, trovando nuovi modelli di rappresentanza nell’agire negli organi di governo societari.

Al pericolo dell’autoreferenzialità va opposta la riscoperta di una partecipazione diffusa e responsabile la sola in grado di rigenerare il ruolo ed il profilo storico di questi particolari attori collettivi. La strada è lunga e tracciata da tempo ma i scenari di guerra che incombono impongo strade e protagonisti finalmente inediti.    

In tutt’altra direzione sembra muoversi l’Unione Europea che ha da poco presentato il proprio piano per gestire le potenziali crisi, da attuare in caso di disastri naturali, pandemie, cyberattacchi o «aggressioni armate». Tale Strategia si rivolge direttamente ai cittadini, invitandoli a tenersi preparati a eventuali crisi, tanto da chiedere loro di radunare scorte di acqua, cibo e medicinali per essere autosufficienti per almeno 72 ore. Noi al contrario pensiamo che tutti i cittadini europei debbano invece fa sentire la loro voce più forte che mai. Dal rumore di TUTTE le armi non passa la nostra sopravvivenza come specie!

Il nostro blog è nato con il motto “Resettare la finanza sostenibile si può

Fabbrica delle idee ad emissione zero”

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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