La nostra Preghiera: faremo chiasso e casino, smuoveremo tutto.

Oggi si vota, è vero, ma con una consapevolezza in più. Clima, guerra e democrazia ci hanno condotto in un’altra era, dove ci salveremo solo se sapremo unirci in un nuovo moto di rivoluzione permanente.

L’invito di Francesco rivolto ai giovani ieri ad Assisi ci indica la via.

Grazie  Francesco di illuminare con la tua voce il buio che avvolge il nostro tempo. Il Reset che hai  lanciato al Global Event per l’edificazione di una vera economia di Pace è la nostra bussola in questo mare in tempesta.

Siamo certi  che Francesco riconosca nel suo grande sforzo anche la grandezza dei nostri santi laici che continuano ad accompagnarci  come Pier Paolo Pasolini.

Nella Divina Mimesis  egli disse: «Non mi fu difficile accorgermi che in realtà tutta quella gente, lungo le strade del loro mondo di impiegati, di professionisti, di operai, di parassiti politici, di piccoli intellettuali, in realtà correvano come matti dietro a una bandiera. Per le viuzze medioevali, o per le grandi strade burocratiche, liberty, o, infine, per i quartieri nuovi, residenziali o popolari, essi non si agitavano trascinati – come pareva – dall’orgasmo del traffico o dei loro doveri: ma correvano dietro a quella bandiera. Si trattava, in realtà, di uno straccio, che sbatteva e si arrotolava ottusamente al vento. Ma, come tutte le bandiere, aveva disegnato nel suo centro, scolorito, un simbolo. Osservai meglio, e non tardai ad accorgermi che quel simbolo non consisteva in nient’altro che in uno Stronzo»

Umberto Eco qualche anno dopo ci  narrò del Fascismo Eterno  e ci ammoni che  l’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!”
Ahimè, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue
nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo.

La nostra preghiera per questo 25 settembre 2022 l’ha scritta Eduardo che dedicò all’amico così insensatamente e ferocemente strappato alla vita dei versi: versi in lingua e non in dialetto intitolati “Pier Paolo”. 

Portiamola con noi quando andremo a votare.

Pier Paolo

Non li toccate
quei diciotto sassi
che fanno aiuola
con a capo issata
la “spalliera” di Cristo.
I fiori,
sì,
quando saranno secchi,
quelli toglieteli,
ma la “spalliera”,
povera e sovrana,
e quei diciotto irregolari sassi,
messi a difesa
di una voce altissima,
non li togliete più!
Penserà il vento
a levigarli,
per addolcirne
gli angoli pungenti;
penserà il sole
a renderli cocenti,
arroventati
come il suo pensiero;
cadrà la pioggia
e li farà lucenti,
come la luce
delle sue parole;
penserà la “spalliera”
a darci ancora
la fede e la speranza
in Cristo povero.

Grazie a Mimmo, Antonio, Guglielmo e Massimo che hanno condiviso questo nostro impegno.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, ha lavorato al Monte dei Paschi. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel cda del Fondo Cometa dei metalmeccanici dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating di sostenibilità Standard Ethics.
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