Game-Stonk

Per Musk “stonk”  il termine  suggerisce “una raffica di colpi” mentre in gergo borsistico, più tecnicamente  si riferisce a quei titoli che continuano a salire senza che ci sia una ragione fondamentale che avalli l’ondata rialzista.

Sta accadendo  semplicemente che la finanza ha perso il ruolo di croupier e la roulette gira imperterrita inseguita da mille palline impazzite.

Come scrive Alessandro Graziani dal punto di vista finanziario , l’idea dominante  – purtroppo, non solo fra i piccoli investitori e dall’establishment finanziario – è che nessun asset abbia un prezzo di equilibrio basato su valutazioni  dei fondamentali di borsa.

“E’ una delle tante distorsioni che derivano dalle politiche monetarie delle banche centrali, dei tassi negativi dei Qe che hanno quasi nazionalizzato il mercato dei bond e hanno dirottato la liquidità su azioni ed asset esotici che hanno creato “bolle” valutative”. 

Il cannibalismo monetario forse è solo all’inizio. 

SriReset  resta il nostro impegno comune.

 

 
 

I più anziani si ricordano di quando lo speculatore George Soros, nel settembre del 1992, estromise la sterlina britannica dal sistema monetario europeo, umiliando la Banca d’Inghilterra. Il grande pubblico scoprì allora gli hedge fund, quei fondi speculativi più forti delle banche centrali e dei governi.

Trent’anni dopo la ruota è girata. Questa settimana il gruppo newyorchese Melvin Capital ha subìto perdite gravissime sui mercati a causa delle azioni dell’azienda Gamestop, ed è stato costretto a mendicare 2,75 miliardi di dollari (2,27 miliardi di euro) ai suoi concorrenti per evitare il fallimento.

A farlo capitolare è stato un gruppo di piccoli investitori che, annoiati, da quando è scoppiata la pandemia si sono messi a giocare a Wall street. Il passaparola è avvenuto sui forum di Reddit, ma anche su Twitter o Facebook, e ha fatto salire in maniera esponenziale il valore azionario di Gamestop, rovinando la Melvin Capital.

Ecco la spiegazione: Gamestop è un marchio di videogiochi statunitense. L’azienda è in difficoltà, perché i clienti preferiscono i giochi online. Il risultato è che le sue azioni valevano, a marzo del 2020, solo 2,57 dollari. Scommettendo su un deterioramento della sua salute finanziaria, alcuni hedge fund, tra cui Melvin Capital, hanno venduto allo scoperto, cioè senza possedere davvero le azioni, ma confidando di poterle acquistare a un prezzo minore in seguito.

Solo che i piccoli investitori hanno fatto la scommessa opposta e si sono gettati a capofitto sulle azioni. Gamestop è cresciuta di quasi il 20 per cento lunedì 25 gennaio, è raddoppiata martedì 26, e ha visto il suo valore moltiplicarsi ulteriormente per 2,35 mercoledì 27, arrivando a un valore di 347,51 dollari in chiusura. L’azienda valeva a quel punto 10,3 miliardi di dollari, l’equivalente della Renault. Un’impennata irresistibile, irrazionale e alimentata da Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, che martedì sera aveva twittato sulla vicenda.

Le regole del gioco sono cambiate: dopo la scomparsa delle commissioni per le transazioni, giocare in borsa non costa più niente

Se i piccoli investitori hanno acquisito una tale potenza di fuoco, è perché le regole del gioco sono un po’ cambiate: dopo la scomparsa delle commissioni per le transazioni, giocare in borsa non costa più niente. Fatto ancora più significativo, applicazioni come Robinhood propongono prodotti sofisticati che permettono ai privati di scommettere sul rialzo o sul calo di un’azione con un investimento minimo. I piccoli investitori, infine, hanno fatto massa critica grazie al passaparola sui social network.

La vendita allo scoperto è molto rischiosa. Comprando un’azione Gamestop a 2,57 dollari, quando l’azienda fallisce si rischia al massimo di perdere quanto investito, appunto 2,57 dollari. Ma se l’azione viene venduta a 2,57 dollari e questa sale a 347,51 dollari di valore, va riacquistata a quel prezzo, con una perdita di 344,94 dollari ad azione, ovvero 134 volte l’investimento iniziale. La faccenda è quindi diventata devastante per gli hedge fund, che hanno scelto di farsi carico delle loro perdite. “Abbiamo chiuso la nostra posizione”, ha fatto sapere Melvin Capital. Altri, come Citron Research, si sono prudentemente ritirati dal gioco.

Questi piccoli investitori sono riusciti là dove avevano fallito i militanti di Occupy Wall street dopo la crisi del 2009: fare inceppare il sistema

I piccoli investitori hanno allora cambiato obiettivo, facendo impennare altre aziende in crisi: la catena di sale cinematografiche Amc, il cui valore è triplicato nella giornata di mercoledì, e il produttore di telefoni Blackberry, il cui valore è salito dell’ottanta per cento. Questa vicenda ha fatto sprofondare nell’angoscia i gestori degli hedge fund che da settimane scommettono sul crollo di Wall street, come Carson Block di Muddy Waters.

Questi piccoli investitori sono riusciti là dove avevano fallito i militanti di Occupy Wall street dopo la crisi del 2009: fare inceppare il sistema. La vicenda sta facendo scalpore negli Stati Uniti. La società d’intermediazione Ameritrade ha smesso di ricevere ordini per le azioni di Gamestop e Amc. Il Wall Street Journal ha aperto una diretta speciale per seguire la storia. Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato che il dipartimento del tesoro “tiene d’occhio la situazione”. La Commissione per i titoli e gli scambi (Sec), il gendarme della borsa statunitense, sta facendo lo stesso.

A sinistra, la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren ha deriso gli speculatori. “Per anni questi fondi speculativi e ricchi investitori che oggi si preoccupano delle transazioni relative a Gamestop hanno trattato il mercato azionario come il loro casinò privato, mentre tutti ne pagano il prezzo”, ha twittato Warren, secondo cui “è arrivato finalmente il momento che la Sec e gli altri organismi di regolamentazione finanziaria si sveglino e facciano il loro lavoro. E con una nuova amministrazione e un congresso degli Stati Uniti in mano ai democratici, mi assicurerò che lo facciano”.

L’idolo della sinistra radicale Alexandria Ocasio-Cortez è rimasta estasiata: “È davvero straordinario vedere la gente di Wall street, che per tanto tempo ha trattato la nostra economia come un casinò, lamentarsi di un forum che tratta a sua volta il mercato come un casinò”. Per poi tornare alle sue posizioni essenziali: “Poco importa, tassate i ricchi”.

di Arnaud Leparmentier

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano Le Monde.

Informazioni su Walter Bottoni

Nato il primo settembre 1954 a Monte San Giovanni Campano, lavora al Monte dei Paschi dal 1974. Dal 2001 al 2014 è stato amministratore dei Fondi pensione del personale. Successivamente approda nel Fondo Cometa dove resta fino 2016. Attualmente collabora con la Società di Rating Standard Ethics.
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